Giulia AbbateContro i permessi alle ricerche di idrocaburi, anticamera delle trivellazioni petrolifere, occorre un’azione sinergica di Sannio e Irpinia. In merito al progetto ‘Case Capozzi’, la consigliera regionale Giulia Abbate (Pd) invita i sindaci sanniti a proseguire quanto già avviato dai colleghi irpini del Forum Pd ‘Ambiente & Comunità’, inviando al Ministero dell’Ambiente una lettera dove si evidenziano i rischi che tale attività estrattiva comporterebbe per le aree interne della Campania.
Per agevolare l’azione congiunta, la consigliera Abbate ha inviato il documento preimpostato e una nota ai sindaci di Foiano di Val Fortore, Molinara, Montefalcone di Val Fortore, Castelfranco in Misciano, Ginestra degli Schiavoni, San Giorgio la Molara, Buonalbergo, Pago Veiano, Pesco Sannita, Fragneto l’Abate, Fragneto Monforte, Benevento, Pietrelcina, Paduli, Sant’Arcangelo Trimonte, Apice, San Nicola Manfredi e San Giorgio del Sannio. Allo stesso tempo la presidente della Commissione Trasparenza ha inviato una lettera al ministro Galletti, a sostegno delle comunità locali.
“La costruzione di un’azione trasversale ed inclusiva in grado di mettere insieme tutti i Sindaci coinvolti – scrive Abbate ai primi cittadini – risulta imprescindibile se si intende scongiurare il pericolo del progetto ‘case Capozzi’ reso pesantemente concreto con il rilascio dell’autorizzazione della Regione Campania nell’ormai noto blitz di ferragosto”.
La lettera inviata dalla consigliera ai sindaci reca una richiesta al Ministero affinché su ‘case Capozzi’ e non solo si attivi, una valutazione dei possibili danni ambientali. Tali valutazioni dovranno essere espresse da soggetti diversi da quelli regionali quali, ad esempio, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.