Lo scorso venerdì, presso le sale del Palazzo Zamparelli in San Leucio del Sannio, la Confederazione Internazionale dei Cavalieri Guardiani di Pace di Malta, Assisi, Serra San Bruno e Terrasanta, ha ricevuto in visita istituzionale Fatima Mahfud, ambasciatrice del popolo Saharawi. Alla visita hanno preso parte il sindaco di San Leucio del Sannio, Nascenzio Iannace e il Gran Priore della Campania della Confederazione dei Cavalieri Crociati, Cav. dott. Gennaro Ascione. L’ambasciatrice Fatima Mahfud, da anni impegnata per la difesa dei diritti del popolo Saharawi, ha accompagnato in visita nel Sannio un gruppo di bambini della sua terra per un intenso momento di scambio interculturale. Dopo la visita istituzionale, il gruppo di ragazzi è stato ospitato, per qualche ora di spensieratezza e di allegria, nella struttura Relais “Il Feudo” in Ceppaloni, dove ha ricevuto il saluto del sindaco Ettore De Blasio. L’accoglienza dei “Piccoli Ambasciatori di pace saharawi” ha avuto inizio in Italia nel 1982 ed ogni anno si rinnova. Recentemente anche il primo cittadino napoletano De Magristris ha avuto la possibilità di incontrare sia l’ambasciatrice che i suoi piccoli concittadini. 

Il tour del gruppo consiste in un’attività volta all’ospitare i bambini saharawi (e 2 accompagnatori ogni 10 bambini) durante i mesi più caldi dell’estate luglio e agosto (il periodo in cui nei campi c’è un caldo insopportabile che va oltre i 55°). I ragazzi hanno un età che va dagli 8 ai 12 anni; i bambini non sono mai gli stessi (è organizzata una pianificazione delle autorizzazioni che consente di coprire il numero più grande possibile di bambini privilegiando quelli con problemi di salute).
Gli obiettivi di questo progetto sono quelli di: 1) dare ai bambini nati negli accampamenti di rifugiati saharawi nel sud dell’Algeria la possibilità di cure mediche adeguate per poter risolvere problemi sanitari che altrimenti avrebbero condizionato la loro vita. 2) dare loro la possibilista di svago, vivere come gli altri bambini fuori dal contesto di emergenza di un campo profughi una piccola parte della loro infanzia. 3) metterli in contatto con altre realtà lontane dal punto di vista culturale perché imparino ad interagire con altri ed essere educati alla convivenza che solo la conoscenza reciproca può nutrire; 4) offrire a chi accoglie la possibilità di conoscere senza intermediari la società saharawi venendo in contatto con i suoi piccoli “ambasciatori di pace”
I risultati di questo progetto nel tempo sono vari e nel bilancio generale positivi; soprattutto il progetto dà la capacità alle persone di aggregarsi insieme alle istituzioni intorno ad un progetto umanamente e eticamente responsabile.

“Siamo grati al popolo italiano nella sua interezza per averci voluto accompagnare nel grande lavoro che la lunga attesa ci impone in condizioni difficili – ha dichiarato l’ambasciatrice Fatima Mahfud -, abbiamo vinto molte sfide imparando da vari progetti di cooperazione, ma quello dell’accoglienza è davvero il progetto più imperante ed utile per quanto riguarda la salute della comunità rifugiata saharawi. Grazie infinite a tutti quelli che contribuiscono in qualunque modo a questo miracolo della partecipazione!”