“Apprendiamo con soddisfazione l’annuncio della Giunta regionale che ha deliberato oggi un ulteriore stanziamento, su risorse proprie, per finanziare le opere irrigue previste nel grande progetto della Diga di Campolattaro”. È il commento di Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Benevento e vicepresidente nazionale, a seguito dell’avviso diramato dall’Assessorato regionale all’agricoltura, dove si specifica che la Giunta ha completato la programmazione delle risorse finanziarie che coprono l’intero costo del progetto. Al complessivo finanziamento di 512 milioni di euro, concorrono quindi risorse a valere sul PNRR per 205 milioni di euro e risorse della programmazione regionale per 307 milioni di euro. La copertura finanziaria integrale dell’intervento consentirà di accelerare l’approvazione unitaria dell’intero progetto da parte del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici, presupposto essenziale per il rapido prosieguo attuativo dell’importante opera pubblica, di cui la Regione è soggetto attuatore.​

 

“Al presidente De Luca e alla Giunta regionale va un sentito ringraziamento – precisa il presidente Masiello – per aver accolto le nostre preoccupazioni rispetto al rischio di una dilatazione dei tempi per il reperimento delle risorse necessarie. Questo intervento tempestivo salva l’organicità dell’opera, che ha un valore strategico solo se non viene smembrata nei suoi obiettivi. La parte potabile sarà sicuramente una risposta risolutiva ai bisogni dei cittadini del Campania, così come la parte irrigua consentirà al Sannio di veder realizzato dopo 40 anni il sogno di una rivoluzione in campo agricolo. Una rivoluzione divenuta ancor più urgente alla luce dei cambiamenti climatici e dell’irrisolto problema dell’inquinamento dei fiumi. Il finanziamento consentirà i lavori per la direttrice principale che parte a valle della Diga e arriva al Grassano, attraversando la valle telesina. Per potenziare le opportunità ed evitare di tagliare fuori il pre Fortore, le colline Beneventane e il Medio Calore, occorrerà lavorare con gli attori del territorio e con la Regione al fine di reperire ulteriori risorse che aiutino a portare l’acqua anche in queste zone, così come peraltro previsto nel progetto, spingendo così la produttività degli allevamenti e di nuove colture agricole”.