Con una nota stampa, Italo D’Andrea, vicepresidente associazione ‘Da Sempre per Cerreto’, ha voluto dar risonanza alle dichiarazioni del presidente del Consiglio comunale di Cerreto Sannita, Pasquale Filippelli. Queste dichiarazioni, già pubblicate sui social,riguardano esplicitamente la drammatica situazione economica in cui versa il Comune sannita e la sua particolare ‘limitata capacità di riscossione dei tributi’.
Ricordiamo, inoltre, che tale ‘incapacità’ è stata contestata dalla Corte dei Conti che ha bocciato il Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale proposto dall’amministrazione Santagata. Secondo la Corte dei Conti, infatti, il Comune di Cerreto ha problemi cronici circa l’incasso di spettanti somme di denaro. Le somme di cui si parla nella sentenza non sono spiccioli poiché nel 2009, a fronte di un accertamento dei primi tre titoli delle entrate per € 5.238.704,04, si riscuotevano somme pari a € 2.453.086,82 con tasso di riscossione del 46,83%. Il tasso di riscossione peggiorava nel 2010, attestandosi al 39,12%. Anche i risultati del 2011 confermano la difficoltà a riscuotere le entrate: a fronte di accertamenti dei primi tre titoli pari a € 6.741.184,91, l’Ente riscuoteva somme pari a € 2.256.632,19 (tasso di riscossione pari al 33,48%). Nel 2012, a fronte di entrate dei primi tre titoli accertate per € 5.294.311,72, si riscuotono entrate per € 2.641.884,27 (tasso di riscossione pari al 49,90%). L’analisi di questi dati, pertanto, dimostra che ogni anno milioni di euro sono stati accertati ma non effettivamente riscossi. Tale situazione ha portato il Revisore ad incitare l’amministrazione comunale a monitorare costantemente l’andamento delle riscossioni e ad agire in maniera tempestiva per il recupero coattivo degli eventuali crediti non riscossi e di utilizzare il Fondo svalutazione crediti che dovrà essere maggiormente provvisto. Queste problematiche, che portano il nostro Comune a non agire al massimo delle sue potenzialità, si riflettono inevitabilmente sul suo operato per cui il Revisore “denota una grave difficoltà ad assolvere le funzioni e i servizi indispensabili.
Ecco quanto scritto nella nota dal D’Andrea: “Come risanare le casse di un piccolo comune? Quali le migliori soluzioni da adottare per scrollarsi di dosso un gravoso debito pubblico? Queste sono le domande che speriamo i nostri amministratori si stiano ponendo da almeno tre anni a questa parte. Fare dietrologia serve a ben poco e la ricerca dei colpevoli serve ancor meno. All
’amministrazione va riconosciuto il merito, sebbene in un momento di profonda crisi economica, di aver intercettato diversi finanziamenti per manifestazioni, progetti ed opere pubbliche. Ebbene, ciò non può che portare una minima ventata di ottimismo nella speranza di un rilancio del flusso turistico, tuttavia resta utopico impostare su ciò il recupero finanziario dell’ente. E allora cosa fare? Si potrebbe forse invocare l’aiuto di qualche esperto del settore come dottor Pierluca Ghirelli ed offrirgli un compenso di 1.300 euro al mesenella speranza che si dia da fare? No, non mi sembra questa la strada! E’ chiaro che bisogna ridurre le spese al minimo e sobbarcarne di nuove non è il caso. Tuttavia dai dati emersi in seguito alla desecretazione della piattaforma Siope (Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici) il nostro comune compare tra quelli con la spesa pro capite più elevata: 11,5 milioni di euro sono stati spesi nel solo 2013. Secondo la Banca d’Italia stiamo nella blacklist dei comuni più spendaccioni d’Italia. Inoltre la notizia di un nuovo mutuo trentennale di svariati milioni di euro non è certo incoraggiante, visto che di fatto è stato contratto un nuovo debito. La Sezione regionale della Corte dei Conti, nella bocciatura del Piano di Riequilibrio finanziario pluriennale proposto dall’amministrazione Santagata, ha dipinto un quadro economico disastroso del nostro paese. Da una lettura attenta delle carte emerge addirittura l’incapacità dell’ente di quantificare l’ammontare del debito. Il dato più sconcertante è però un altro: ‘la limitata capacità di riscossione dei tributi’. La percentuale dei furbetti che non pagano quanto dovuto è molto elevata e sembra che il comune di Cerreto non si mobiliti in alcun modo per contrastare il dannoso andazzo. Perché il Comune non esercita forme di recupero coattivo dei crediti non riscossi, diminuendo cosi la sanguinosa evasione? A quanto pare questa domanda se le pone anche il presidente del Consiglio comunale Pasquale Filippelli. Quest’ultimo, dialogando sulla pagina Facebook del vicesindaco Morone, sembra avere più di un dubbio circa l’operato dei suoi colleghi in ambito economico. Filippelli parla di scelte fatte “solo per tirare a campare” e poco lungimiranti, che non hanno consentito una ragionevole gestione economica dell’ente. Filippelli, nel suo intervento sul social, parla esplicitamente di evasori, di disuguaglianze fiscali e di cospicue somme mai riscosse. Sono parole forti e fanno riferimento ad un ‘qualcuno’ che probabilmente siede più in alto di lui. Sta di fatto che questo ‘qualcuno’ ha preferito sorvolare sull’evasione di alcuni concittadini. Queste pesanti dichiarazioni gettano ombre sull’operato dell’amministrazione, e lasciano intuire che alla riscossione dei tributi vengono anteposti altri interessi, sulla cui natura, secondo il Filippelli, è meglio parlare per eufemismi”.













