Oltre ad ergere un muro invalicabile davanti alla porta di Montipò rendendo la difesa del Benevento tra le migliori d’Europa, Luca Caldirola si è messo a segnare. Suo il gol della sicurezza, primo stagionale dopo i tre della passata stagione. Il “Robokop di Desio”, a fine gara si mostra soddisfatto e felice, ma resta con i piedi ben piantati per terra parlando del primato, del record del reparto arretrato e dei tifosi che sono i primi ai quali dedica un pensiero. Sentitelo. “Abbiamo un grande pubblico che ci dà sempre una mano in particolar modo quando siamo in difficoltà. Emblematico che sono venuti a Venezia in numero così alto. Per noi è una mano in più ed anche uno stimolo a vincere e continuare a fare bene. Del resto vederli sempre al nostro fianco e quindi anche al Penzo significa anche che ci sono tutte le componenti, perchè oltre al pubblico squadra, staff tecnico e società sono pure di livello. Fa piacere registrare che su quattordici gare quella di Venezia è la noba che chiudiamo senza incassare gol, ma non andiamo a fossilizzarci sui numeri di oggi perchè bisogna continuare. L’importante, infatti, è dare continuità. Lo sanno tutti che le difese vincono i campionati… Chiaramente sono contento per mio gol ma felice anche per la bella prestazione della squadra. Abbiamo gestito questa gara che sulla carta pure presentava difficoltà in maniera perfetta. Abbiamo faticato solo nel primo quarto d’ora anche perchè sapevamo che quello di Venezia era un campo difficile perchè stretto. Abbiamo resistito e poi siamo venuti fuori conquistando la vittoria senza problemi e soprattutto meritando la conquista dei tre punti. Per questo primato non ci sono segreti. Lavoriamo sodo tutta la settimana e bisogna difre che una grande mano per la fase difensiva ce la dà anche mister D’Angelo in special modo il martedì e mercoledì quando lavoriamo su tattica e movimenti. Il nostro obiettivo è continuare cosi, per noi è importante. E’vero abbiamo un bel vantaggio e potremmo anche dire che stiamo iniziando la fuga su una strada tracciata, ma attenzione, niente entusiasmo e facile euforia perchè la B è un campionato particolare. Le celebrazioni eventualmente facciamole alla fine se restiamo così o meglio dove siamo adesso”.