La vera svolta non è l’arrivo di Beruatto: è il modo in cui il Benevento ha deciso di gestirlo. Prima ancora di parlare di contratto, la società ha messo al centro la procedura, trasformando le visite mediche in un segnale di strategia. Il club ha scelto di partire dal controllo, non dall’annuncio, ribaltando la sequenza classica del mercato. È qui che si capisce la direzione: il Benevento vuole profili pronti, verificati, immediatamente inseribili.
Il triestino entra stamattina al DG Garden, nello studio del dottor De Cicco, per l’ecocardiogramma. Non è un passaggio formale: è il primo tassello di un percorso costruito con precisione. A mezzogiorno scatta il test isocinetico al Centro Relax, mentre domani la giornata si apre alle 8 con esami ematici e urine, seguiti dalla BIA nello studio Agovino. Una sequenza che racconta più della firma stessa: il Benevento vuole chiudere, ma vuole farlo bene.
La scelta di puntare su Beruatto arriva in un momento in cui la società aveva già un accordo con Ceresoli. Eppure non c’è stata sovrapposizione: i due dossier sono stati tenuti separati, segnale di una gestione che non vuole rallentare nessuna operazione. Beruatto è stato messo su un binario prioritario, senza tentennamenti.
Sul piano tecnico, il mancino porta un curriculum che pesa: 190 presenze in Serie B, 5 gol, 20 assist, quattro playoff. Vicenza, Pisa, Sampdoria, Spezia. L’ultima stagione, vissuta con l’idea di riportare i liguri in Serie A, è finita nel crollo che ha trascinato lo Spezia in C. Ma la duttilità resta il tratto che ha convinto il Benevento: esterno sinistro a cinque, terzino nella linea a quattro, sempre con continuità.
La firma arriverà dopo i test, ma la notizia è già chiara: il Benevento ha scelto Beruatto come profilo da inserire subito nel progetto. E lo ha fatto con un metodo che racconta una società che non aspetta gli eventi: li costruisce.













