“Il governo fermerà il calcio, aspettiamo l’ultimo parere medico”. Queste le parole del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, che per la prima volta si è sbilanciato ed ha aggiunto: “Se il Comitato tecnico scientifico boccerà il protocollo non c’è altra via”. Spaventano le conseguenze: le cause e le perdite economiche. Anche se si dovesse chiudere tutto, i campionati non saranno congelati, ma varranno in pieno le classifiche di marzo con promozioni e retrocessioni. In sostanza come ha fatto la Ligue 1 che ha già fermato la sua stagione e deciso lo scudetto al Psg, piazzamenti europei e retrocessioni. In pratica in Italia scudetto non assegnato (la Juve non lo vuole a tavolino), Lazio, Inter e Atalanta con i bianconeri in Champions. Roma e Napoli in Europa League con il Verona settimo classificato. Retrocesse Brescia e Spal con il Lecce che ha differenza reti peggiore del Genoa. Naturalmente in questo caso ci sarebbero promozioni e retrocessioni in A, B, C, D e così via. L’orientamento della Figc sembra questo ma la sensazione è che in questo caso si creerebbero strascichi di portata illimitata a livello di tribunali sportivi e non solo, al di là di quelli che sono giochi politici e raccomandazioni che non mancano. Non è una decisione facile nonostante le pressioni di chi sta al comando delle rispettive classifiche dei vari campionati. Si creerebbe un pericoloso precedente rispetto al quale bisogna trovare adeguate motivazioni. Ed è per questa causa che Gravina e compagni ancora non scelgono. Decisiva in tal senso sarà la riunione del consiglio federale fissata per venerdì 8 maggio, sarà il traguardo finale di questa strana e brutta primavera calcistica. Per quella occasione si saprà se lo stop sarà definitivo e soprattutto il criterio della stagione in corso. Se assegnare titoli (non si possono fare promozioni e lasciar perdere lo scudetto) o seguire il sistema delle altre federazioni che hanno annullato. In questo contesto sono in fermento ed in aniosa attesa i tifosi della Strega, anche se in tutti c’è la consapevolezza che al primo posto in ogni caso viene la salute, seguita dal lavoro, poi viene tutto il resto.
Anche il calcio verso lo stop, per il futuro e le promozioni decisivo il consiglio federale di venerdì 8 maggio













