mastellaIl prefetto di Benevento, Paola Galeone, ha disposto un servizio di scorta per il candidato sindaco Clemente Mastella. Costui, infatti, nei giorni scorsi ha ricevuto minacce telefoniche e contestazioni pubbliche. Mastella, però, non si è lasciato intimorire e, nonostante le avversità, ha fatto sapere che non accetterà alcuna scorta: “Non ho alcuna preoccupazione. Sarà la gente a difendermi”.

L’episodio ha subito scatenato una serie di riflessioni e polemiche nell’ambito politico cittadino. Mezzogiorno Nazionale, con una nota stampa ha comunicato: “Il provvedimento del Prefetto assume un forte significato metaforico. Sintetizza il senso di una candidatura; ne esprime le parole-chiave. Protezione, tutela, potere, spiegano le ragioni che rendono Mastella attrattivo. Sicché Mastella ha un radicamento e una rappresentatività reale. Rappresenta una risposta alla crisi. A nostro avviso, una risposta regressiva, che guarda indietro, che non aggredisce il futuro e non delinea una prospettiva di sviluppo. Ecco perché, per giocare con le parole, mentre per il provvedimento prefettizio Mastella è un candidato da scortare, per noi è da scartare”.

Anche dal Nuovo Centro Destra giungono attacchi a Mastella: “Mastella: ho la scorta ergo sum – scrivono dalla redazione Ncd. Di cosa ha paura Mastella? Di una manifestazione? Di cittadini che reclamano con cori e striscioni attenzione per la questione abitativa? Non sapeva che anche a Benevento, come nel resto del Paese, gli effetti della crisi hanno determinato la crescita di situazioni di difficoltà e disagio? E che questa condizione potesse sfociare in forme di contestazione partecipate ma mai violente? Pensava, candidandosi, di partecipare a un pranzo di gala? Dimostrando di aver paura della popolazione che aspira a rappresentare, Clemente Mastella ammette di non poter ricoprire un ruolo che comporta onori ma anche e soprattutto oneri”. Così in una nota il coordinamento provinciale di Ncd che prosegue: “Uno scivolone che ammette una sola forma di compensazione: Mastella torni sui suoi passi e rinunci a una protezione personale che suona come uno schiaffo a Benevento e ai beneventani. Diceva, Mastella, di voler assicurare una visibilità alla nostra Città attraverso la sua candidatura. E in effetti, in poche settimane, è riuscito a far passare l’immagine di una Benevento violenta, dove i candidati devono girare scortati dalla polizia e dove è persino lecito dubitare, a due mesi dalle elezioni, della trasparenza e della democraticità del voto. Continuando di questo passo, si parlerà di Benevento come della nuova Medellin. E dunque, Mastella, fermati qui”.