Parlare di calcio in un momento di tragedia e di lutto che va al di là dei confini nazionali, sicuramente è fuori luogo e forse irrispettoso per le tante famiglie che oggi piangono o sono in apprensione per i loro cari. Però, visto che la quarantena lo impone e visto che scrivere può farmi impiegare un po’ del lunghissimo tempo da trascorrere fra le mura domestiche, ho deciso di affidare al pc i miei pensieri quotidiani. Il titolo è imperativo e perentorio: GIU’ LE MANI DAL BENEVENTO. Il vuoto normativo che ad oggi è presente nelle decisioni che inevitabilmente da qui a 15/20 giorni dovranno essere prese, sta facendo partorire o meglio ipotizzare, una serie di scenari incredibili, amplificati anche dal rinvio degli Europei al prossimo anno.  I principali attori protagonisti, tra le altre cose, non sembrano nemmeno avere le idee chiare sulla questione. Prendiamo Gravina che un giorno propone i play off ed il giorno dopo dichiara di essere disposto a giocare fino a Ferragosto pur di portare a termine il campionato. La Lega A ovviamente, per bocca dei suoi massimi esponenti (Presidenti e Ds ) propone soluzioni di parte; ognuno apre bocca solo per tirare acqua al proprio mulino. Preziosi, Cellino spingono per annullare il campionato in maniera da ottenere una salvezza tranquilla, quella salvezza che con molta probabilità gli sarebbe stata negata dai pessimi risultati ottenuti sul campo; Lotito vuole giocare perché quest’anno spera di riportare il tricolore nella Capitale, De Laurentis voleva addirittura far riprendere la preparazione ai suoi calciatori il 25 (Una follia da denuncia penale), perché ancora speranzoso di ottenere un improbabile qualificazione in CL, e poi ci sono tutti o quasi tutti i Presidenti “nella terra di nessuno”, che pur non pronunciandosi apertamente, sperano in una conclusione definitiva immediata che porterebbe un risparmio sugli ingaggi dei loro stipendiati. La motivazione? Chiudendo tutto e subito, potrebbero non pgare alcune mensilità, vista la NON prestazione lavorativa dei propri tesserati, o quantomeno potrebbero decurtare di una  percentuale lo stipendio annuo.
Una delle ultime ipotesi è quella di premiare TUTTI con una salomonica Serie A a 22 squadre. Ne beneficerebbero così le 6/7 squadre invischiate nella lotta  per non retrocedere (Brescia, Spal , Lecce, le due liguri ma anche il Torino) e le prime due della classe in cadetteria; ma qui il discorso è diverso perché a fronte di una squadra giallorossa schiacciasassi (21 vittorie su 28 partite), ne gioverebbe il Crotone, che nell’ultima giornata disputata ha superato il Frosinone suicidatosi in casa con la Cremonese. Crotone eventualmente premiato a fronte di una classifica di Serie B ancora molto fluida dal secondo posto in giù,  soprattutto con un big match alla penultima giornata fra i calabrese ed i ciociari che, se giocato, davvero potrebbe essere determinante per le sorti del campionato cadetto. Le scelte della Lega A influiranno giocoforza a cascata sulle leghe “inferiori”. Ma il paradosso è che in Serie B ed in Serie C mai come quest’anno dovrebbe essere premiato il merito delle prime della classe. Infatti al comando ci sono squadre che hanno stradominato il campionato ed un eventuale annullamento sarebbe contro ogni principio dello sport che, alla fine, vede sempre un vincitore ergersi sul lotto delle pretendenti. Il Benevento ha fatto un campionato a parte, ma anche il Monza con i suoi 16 punti di vantaggio, la Reggina con gli attuali 9 e se vogliamo, anche lo stesso Vicenza che ne ha “solo” (si fa per dire) 6, non possono vedere annullato in un amen un percorso di investimenti economici, di sacrifici e di risultati che sul campo stavano dando i propri frutti. Per questi motivo anche l’ultima proposta shock del Presidente Assocalciatori Tommasi, sembra esser uscita fuori dopo un banchetto in osteria accompagnato da litri di falanghina, quando i fumi dell’alcool producono frasi poco lucide: congelare tutto e ripartire con un nuovo campionato dalla classifica attuale. Caro Tommasi, eppure sei stato  calciatore anche tu. Sai benissimo che ogni stagione nasce sotto una stella in cui varie componenti contribuiscono alla riuscita o meno di determinati risultati sportivi; c’è l’annata buona e l’annata storta. Per quanto riguarda il campionato di B è ovvio che la tua proposta è penalizzante per ben due aspetti: uno inerente il Benevento ed uno per le altre. Il primo è che un conto è gestire 20 punti di vantaggio con 10 giornate da disputare ed un conto è farlo con 38 ex novo. Al Benevento, ma anche alle tre capoliste di Lega Pro, potrebbe capitare comunque un’annata storta, anonima, una stagione da 40 /45 punti tipo Cosenza o Cremonese di quest’anno. In quel caso addio vantaggio. Lo stesso discorso potrebbe essere fatto per quelle squadre, oggi salve per pochi punti, che correrebbero il rischio di ritrovarsi nella bagarre per non retrocedere.   Se invece, come tutti auspichiamo, ciò non dovesse accadere, Società “forti” tipo Frosinone, Empoli, Crotone, Perugia in B, ma anche Bari, Catanzaro, Catania, Carpi, Alessandria, Novara in Lega Pro, sarebbero disposte ad investire tanto sapendo di dover battagliare solo per un posto diretto in Serie A (o B) dando per scontato la promozione della Strega (o del Monza, della Reggina )??
Discorso a parte per tutti coloro che “gufano”, che tirano i piedi ed hanno già invaso i social di risatine e sfottò pregustando un annullamento dei campionati che suonerebbe come uno “scusate, abbiamo scherzato”. Purtroppo in un paese dove la meritocrazia e gli sforzi difficilmente vengono premiati, riconoscere una superiorità sportiva così disarmante, sarebbe un assunzione di coscienza che non fa ancora parte della cultura e del Dna attuale. D’altronde se anche di fronte ad a 22 punti di vantaggio si sono lette frasi come “campionato scarso”, ” eh ma il Bn ha i soldi ed ha fatto lo squadrone”, “fortuna”, “arbitri di parte”, davvero siamo alla frutta ed è impensabile sperare in un cambiamento di mentalità.    
Resta uno scenario davvero poco rassicurante per chi dovrà, fra non molto, sedersi attorno ad un tavolo per cercare prima di ogni cosa  ridare credibilità al sistema calcio cercando, si spera, di tenere ben presente meriti e demeriti scaturiti dai verdetti dati ad oggi dal campo.
 
Daniele Piro/Scugnizzo69