Il Benevento ha aperto la stagione con un segnale preciso: basta liturgie, conta la sostanza. Il raduno non è più un rito da consumare lontano da casa, ma un laboratorio immediato, costruito dentro il Vigorito, dove si misura la temperatura reale della squadra e della città.
Floro Flores ha guidato la prima seduta con il piglio di chi non vuole perdere un minuto. Indicazioni secche, ritmo alto, nessuna concessione alla routine.
Il tecnico ha impostato un percorso che punta a ricostruire la mentalità prima ancora degli schemi: la Strega deve tornare a essere una presenza, non un ricordo.
La società ha scelto di accompagnare questo cambio di passo con una comunicazione altrettanto diretta: niente attese, niente promesse, solo lavoro e una squadra che deve imparare a stare insieme. Il gruppo è stato richiamato a una responsabilità collettiva: ogni giocatore è dentro un progetto che non ammette zone grigie.
La campagna abbonamenti ha registrato un primo impulso forte, segno che la piazza vuole ripartire senza tentennamenti. La città si è presentata al raduno con la curiosità di chi vuole capire se questa volta la Strega ha davvero deciso di cambiare pelle. Il Benevento entra così nella sua fase zero: niente proclami, niente scenografie, solo un messaggio netto. Si ricomincia da qui. E stavolta non si torna indietro.













