polizia postale“Un’Amministrazione Statale sempre più miope ed incurante delle reali necessità e delle richieste dei suoi cittadini, ha deciso di chiudere, nei primi mesi del 2015, tutte le Sezioni della Polizia Postale e delle Comunicazioni, ad eccezione di quelle con sede di Corte d’Appello e numerosi altri presidi della Polizia di Stato su tutto il territorio nazionale. Tale scelta SCELLERATA è stata indicata come necessaria per razionalizzare le risorse umane.”

E’ questo l’incipit dell’accorato comunicato inviato, agli organi di stampa, dal Segretario Generale Provinciale ‘Siulp’ Raffaele Lombardo, che abbiamo deciso di pubblicare in editoriale perché offre interessanti spunti per riflettere su come alcune decisioni, prese con lo scopo di ‘razionalizzare le risorse umane’, in realtà non fanno altro che dimezzare il già esiguo numero di lavoratori italiani e stigmatizzano un atteggiamento miope da parte dei politici che appaiono così incuranti dell’incessante richiesta di maggiore sicurezza, assistenza immediata e controllo ramificato del territorio.

“Dicono dall’alto – prosegue nella nota Lombardo – dicono che la chiusura delle Sezioni della Polizia Postale nasce dall’esigenza di adeguare il settore ai mutati scenari operativi, caratterizzati da indagini tecnologiche ad alta
specializzazione ed orientate al contrasto del crimine informatico nelle sue forme più variegate, sempre meno legate al territorio e proiettate nel mondo informatico virtuale a livello intercontinentale. Per questo, dicono, basta il mantenimento degli attuali Compartimenti nei capoluoghi di regione che già oggi costituiscono la principale risorsa in ambito regionale dell’attività investigativa. I Cittadini devono sapere che la vera risorsa investigativa contro i crimini informatici sono, invece, proprio le Sezioni della Polizia Postale ubicate in tutti i capoluoghi di provincia che ricevono, quasi quotidianamente, un crescente numero di denunce e indagini delegate dall’Autorità giudiziaria o da altri Uffici di polizia sul territorio nazionale. E’ bene chiarire che queste attività sono di tale complessità da dover essere svolte necessariamente dalla Polizia Postale quale organo operativo ad alta specializzazione contro i reati informatici e delle comunicazioni. Nei Compartimenti regionali, invece, solo una parte del personale è realmente assegnato ad attività investigative. La maggior parte ha, infatti, solo competenze prettamente burocratiche, basti pensare che le analisi forensi, ovvero l’esame del materiale sequestrato ai pedofili o alla criminalità organizzata per acquisire prove da utilizzare nei processi, ha un arretrato spaventoso di oltre un anno proprio perché oberati di richieste da tutti gli Organi di polizia giudiziaria in Italia.”

Ci chiediamo, pertanto, insieme al Segretario Lombardo, perché chiudere le Sezioni in ogni singola provincia invece di demandare direttamente a loro questo delicato e fondamentale compito primario? Essendo quest’ultime a diretto contatto con le Procure, potrebbero infatti svolgere le indagini più rapidamente fornendo un’efficace strumento investigativo a servizio della giustizia e della collettività.

“I Cittadini – prosegue Lombardo – devono sapere che in tutte le province sono presenti le Sezioni delle quattro
specialità indipendenti tra di loro della Polizia di Stato: Stradale, Ferroviaria, Postale e di Frontiera le quali, a loro volta, dipendono funzionalmente dai Compartimenti regionali di competenza e questi dalle Direzioni centrali a Roma. Un apparato burocratico senza senso, doppione di se stesso con un costo economico elevatissimo, sia per il gran numero di Dirigenti e Funzionari preposti in ciascuna specialità, sia in termini di sovrapposizioni di compiti ed incarichi, quasi tutti burocratici, che assorbono risorse umane ed economiche senza fornire un servizio alla collettività. Infatti nei capoluoghi di regione vi sono quattro Compartimenti di specialità che dispongono ognuno di ufficio del personale, centralino, corpo di guardia,  segreteria, archivio, ufficio servizi, ufficio automezzi ed ovviamente di dirigenti. Uffici importanti nelle gestione del personale, ma che non hanno nessun impiego operativo e che potrebbero essere accorpati e condivisi in modo da recuperare risorse umane da dislocare nel controllo del territorio. Se quantifichiamo il numero totale di dirigenti, funzionari e singoli agenti di polizia addetti a questi settori, scopriamo un’inutile spreco da cui poter recuperare le risorse che motivano questo perverso piano di riorganizzazione. Stessa situazione nel Dipartimento a Roma, dove si chiudono gli Uffici periferici e si lasciano aperte 19 Direzioni centrali. Un apparato burocratico pazzesco che assorbe una abnorme quantità di personale, anche più giovane di quello che da anni svolge servizio in strada senza possibilità di ricambio generazionale per il blocco delle assunzioni. Uno spreco di denaro creato ad arte solo per posizionare dirigenti e direttivi lautamente stipendiati che, se eliminato, potrebbe da solo compensare il tanto propagandato recupero di risorse. A ciò, invece, si preferisce chiudere gli Uffici periferici, senza spiegare come si dovrà sostituirli per garantire i servizi che attualmente offrono alla collettività. La soluzione più ovvia e lungimirante porterebbe ad abolire i Compartimenti, accorpando in un solo ufficio: la Polizia Stradale Ferroviaria Postale e di Frontiera, diretto da un solo dirigente con quattro funzionari, uno per specialità, unificando tutti gli uffici burocratici ed attuando una gestione più oculata e sana delle risorse dello Stato. In tal modo si otterrebbe un notevole risparmio sugli affitti e sulle utenze, recuperando uomini e mezzi con un incremento dell’efficienza dei servizi resi ai cittadini. Lo stesso accorpamento potrebbe avvenire anche nella sede di Roma ottenendo, così, una Polizia di Stato più efficiente e al passo con i tempi.”

Sempre dalla nota stampa, si legge, inoltre, che i rappresentanti del ‘Siulp’ hanno ovviamente provveduto a sollecitare, sulla questione, i sindacati di Polizia ed il Direttore Centrale delle Specialità. Quest’ultimo, però, ha risposto che: ” Si poteva aprire un confronto purché non vi fosse una penalizzazione dei posti di funzione e per lo sviluppo delle carriere e delle aspettative del personale”. Appare chiaro, dunque, che l’intento è sempre e solo quello di  salvaguardare gli interessi dei Dirigenti e la loro progressione di carriera. Si sta quindi realmente parlando di razionalizzare le poche risorse disponibili o tutto questo serve solo a gettare del fumo negli occhi agli ignari cittadini salvaguardando sempre gli interessi dei pochi a danno dei molti? A ben guardare, infatti, sembra proprio che l’intento è quello di chiudere le Sezioni che rappresentato un settore che ha a cuore la sicurezza dei cittadini e si lascia intatto l’abnorme apparto burocratico centrale e provinciale. Tale opinione, stando alle dichiarazioni di Lombardo, è inoltre condivisa anche dai Sindaci di alcune delle città interessate, che si sono già opposti, con formali Delibere Comunali, alla chiusura delle Sezioni Polizia Postale, invitando il Ministero dell’Interno a rivedere il piano. Ricordiamo, a tal proposito, che le Sezioni che s’intende tagliare sono assolutamente indispensabili nell’organigramma territoriale in quanto offrono assistenza e consulenza informatica immediata contro gli attacchi hacker alle aziende, agli Enti ed ai cittadini e forniscono sostegno agli adolescenti cui spiegano, grazie ad incontri, i rischi di un uso inconsapevole di internet da parte dei minori. Ricordiamo anche che il crimine informato è aumentato del 245% nell’ultimo triennio e che gli Hacker continuano a colpire con maggiore frequenza e con tecniche sempre più sofisticate minando la sicurezza nazionale. In un mondo sempre più legato alla rete ed ai suoi infiniti utilizzi, riteniamo dunque che una tale problematica debba essere affrontata con molta cautela e soprattutto con estrema trasparenza.