Sono cinque i “fedelissimi” di Pippo Inzaghi fino a questo momento della stagione. I difensori Caldirola e Letizia, il centrocampista Viola, il trequartista Insigne e l’attaccante Coda. Sono gli unici che sono stati utilizzati in tutte le sette gare dei giallorossi. 7 presenze all’attivo, dunque, con Coda, Caldirola e Letizia che hanno giocato tutti i 630 minuti senza mai fare o subire sostituzioni. Per questi ultimi tre si può dire che momentaneamente sono gli stakanovisti del gruppo. Una sola sostituzione per Viola. Due, invece per Insigne che in altrettante occasioni è entrato dalla panchina. A quota 6 troviamo Montipò, Maggio, Armenteros, Improta e Tello. Una curiosità riguarda l’esterno Improta che non è riuscito ancora a giocare 90 minuti interi, mentre Armenteros è subentrato ben 5 volte dalla panchina e solo in una occasione ha avuto la maglia da titolare. Continuando con le presenze a 5 ci sono Sau fermo ai box negli ultimi due turni per infortunio, il tedesco Kragl ed il finnico Hetemaj sempre utilizzato dal suo arrivo che ricordiamo è avvenuto nell’ultimo giorno di mercato, fatta eccezione per una gara. Complessivamente sono 20 i calciatori della rosa che per varie esigenze o scelte tecniche sono stati utilizzati da Inzaghi. Va detto che l’ex bomber di Milan e Juventus contrariamente al suo predecessore Bucchi ama cambiare poco le formazioni a meno che non ci sono cause di forza maggiore, tanto è vero che ha affermato anche di essere contrario ai turn over, una tesi condivisibile e opportuna specie per una squadra leader che ha bisogno di certezze e riferimenti. Finora le rotazioni hanno riguardato più che altro le fasce dove i conti probabilmente ancora non quadrano. Rispetto alla rosa ufficiale di questa prima fase di stagione che è di 26 elementi, mancano all’appello oltre ai tre baby Sanogo, Rillo e Di Serio, con questi ultimi due che sognano il debutto in B, anche Ghigo Gori, Vokic e il ghanese Basit, anche per lui si tratterebbe di un esordio considerato che ha giocato nella passata stagione con l’Arezzo in C.