Il Benevento non aspetta nessuno. Raduno all’alba, campo alle 9, staff già operativo: la stagione 2026/27 parte con un segnale che nel calcio conta più delle parole. I giallorossi sono i primi della Serie B a muoversi, e questo dice tutto: volontà di accelerare, di impostare subito il ritmo, di non concedere vantaggi.
Floro Flores apre il lavoro con 28 uomini. Scelta netta, senza zone grigie. Dentro chi deve costruire la stagione, fuori chi non rientra nel progetto.
Le esclusioni sono un messaggio:
– Viscardi fuori nonostante le sensazioni della vigilia.
– Sena tagliato dopo un’annata insufficiente.
– Tutti i rientri dai prestiti messi alla porta: Avolio, Cantisani, Ciurleo, Ferrara, Francescotti, Iacoponi, Perlingieri, Starita.
– Mirashi non passa al professionismo.
Il caso più pesante è Caldirola: distanza economica enorme, nessuna convergenza, nessuna accelerazione. Situazione congelata.
Capitolo Ceresoli: accordo verbale già raggiunto, ma finché l’Atalanta non dà il via libera resta fuori dal gruppo.
La società cambia logistica: niente hospitality allo stadio, gestione affidata alla Caffetteria Messina. Cena libera, niente ritiro: i giocatori tornano a casa, Benevento diventa il loro campo base.
La prima settimana è una corsa continua: doppie sedute, test atletici, valutazioni finali. La squadra resta in città fino al 22. Prima uscita il 15 contro l’Equipe Campania.
Il Benevento non si muove a caso.
Il centrocampo è la priorità. Il nome è uno: Simone Pontisso. Il rinnovo con il Catanzaro non è chiuso, l’agente dà priorità ai calabresi ma solo con un accordo economico adeguato. Il Benevento osserva, attende, è pronto a inserirsi. Alternativa già individuata, considerata di pari livello.













