Antonio Floro Flores chiede al Benevento di restare concentrato fino alla fine. Nella conferenza pre-gara con la Cavese, il tecnico giallorosso ha ribadito un concetto chiaro: il campionato va onorato fino all’ultimo, senza rilassamenti, nonostante il clima di festa e il traguardo già raggiunto.
Le assenze di Maita e Prisco costringeranno a un centrocampo inedito, ma l’allenatore non mostra preoccupazione: ha piena fiducia in chi sarà chiamato in causa e considera questa fase anche un’occasione per dare spazio a chi ha giocato meno. Non si tratterà però di premi simbolici: chi scenderà in campo lo farà perché lo ha meritato con il lavoro quotidiano. Lo stesso vale per i giovani, da Del Gaudio a Donatiello, per il quale Floro Flores ha annunciato il debutto, sottolineando però che avverrà per meriti tecnici e non per ragioni emotive.
Tra i temi più sentiti c’è quello del gruppo. Il mister ha raccontato di aver chiesto ad alcuni dei giocatori più utilizzati se avessero bisogno di rifiatare, ricevendo in risposta la disponibilità totale a continuare a giocare. Al tempo stesso ha ribadito che le decisioni spettano sempre a lui. Per Floro Flores, gran parte del successo di questa stagione appartiene proprio a chi ha giocato meno: sono stati questi calciatori, ha spiegato, a mantenere alto il livello negli allenamenti e a dare un contributo decisivo alla crescita collettiva.
L’allenatore ha parlato anche del forte legame umano costruito all’interno della squadra e dello staff. Ha ricordato i tanti messaggi ricevuti da figure importanti del calcio, ma soprattutto ha sottolineato quanto lo abbia colpito la stima mostrata da napoletani e beneventani. Per lui è questo il volto migliore del calcio: rispetto, vicinanza e senso di appartenenza.
Molto spazio è stato dedicato anche allo staff tecnico. Floro Flores ha spiegato che, al suo arrivo, aveva percepito qualche difficoltà interna e che il suo primo obiettivo è stato quello di creare unità, chiarezza nei ruoli e fiducia reciproca. Ha detto di aver sempre ascoltato collaboratori, match analyst, preparatori e allenatori dei portieri, applicando anche sul campo molte delle loro indicazioni. In particolare ha elogiato il lavoro di Monticciolo, definendolo una scoperta importante, soprattutto nella gestione della fase difensiva e delle palle inattive. Lo stesso discorso vale per la preparazione atletica: il tecnico ha rivendicato la scelta di fidarsi pienamente dei professionisti che lavorano con lui, evidenziando che, a parte gli infortuni traumatici, la squadra ha avuto ottime risposte fisiche e dati sempre molto positivi.
Sul piano tattico non ci saranno rivoluzioni. Floro Flores ha escluso cambi di identità e ha ribadito che il Benevento continuerà a giocare secondo i principi costruiti durante l’anno. Anche con interpreti diversi, come Kouan e Talia, il modo di stare in campo resterà lo stesso. Il mister ha inoltre confermato di non considerare il 3-5-2 un sistema da utilizzare stabilmente: può servire in corsa, ma non rappresenta la sua idea di calcio.
Per quanto riguarda l’infermeria, ha aggiornato sulle condizioni di Caldirola, spiegando che dovrebbe tornare ad allenarsi con la mascherina già da martedì. Di lui ha parlato come di un grande professionista e di una figura molto importante anche nello spogliatoio.
Lo sguardo del tecnico va oltre la gara con la Cavese e si allunga fino alla Supercoppa, che considera un obiettivo vero. Ha detto chiaramente di volerla vincere, perché una squadra deve abituarsi a farlo sempre. Allo stesso modo, ha indicato altri traguardi del finale di stagione: chiudere con più punti possibile, difendere l’imbattibilità casalinga, puntare alla miglior difesa, valorizzare gli attaccanti e arrivare fino in fondo con continuità e mentalità. Tutto questo, però, senza egoismi personali.
Floro Flores ha poi parlato della crescita dei singoli, spiegando che tanti giocatori lo hanno sorpreso in positivo. Non ha voluto fare un solo nome, perché secondo lui il miglioramento è stato diffuso. Ha aggiunto che anche lui, in questi mesi, si sente cresciuto molto come allenatore, soprattutto nella gestione del gruppo e nei rapporti umani. Ha ammesso con sincerità di non essersi mai sentito davvero “arrivato” e di voler continuare a migliorarsi.
Infine, un passaggio importante è stato dedicato al suo rapporto con Benevento. A differenza di altri allenatori, ha scelto di trasferirsi subito in città con la famiglia, convinto che un allenatore debba vivere l’ambiente in cui lavora, percepirne l’umore e ascoltarne la voce. Anche le critiche, ha spiegato, possono essere utili per crescere, purché restino nei limiti del rispetto. Il suo obiettivo, ha concluso, è essere rispettato non solo quando si vince, ma anche quando arriveranno momenti più difficili.
Il ritratto che emerge è quello di un allenatore diretto, molto esigente, legato ai valori del merito, del lavoro e della trasparenza. Il suo Benevento, anche contro la Cavese, dovrà continuare a dimostrare fame, serietà e mentalità vincente.












