Il Giardino dell’Antum Hotel ha ospitato una serie di incontri capaci di unire informazione, cinema, televisione, comicità e impegno civile. Dopo il photocall di Elio Germano e Francesco Cordio, il programma del BCT 2026 è entrato nel vivo con le testimonianze di Tiziana Panella, Anna Ferzetti, Damiano Gavino, Peppe Iodice e del cast di Un posto al sole.
Tiziana Panella ha posto l’accento sulla responsabilità di chi fa informazione, sottolineando l’importanza dello studio, del confronto con gli esperti e del lavoro di squadra per contrastare fake news e semplificazioni. La giornalista ha ricordato l’esperienza di Chi l’ha visto? e l’insegnamento di Donatella Raffai, ribadendo il valore di una televisione capace di aiutare concretamente le persone. Le guerre, la pandemia e le grandi tragedie collettive hanno inoltre modificato profondamente il suo modo di raccontare la realtà.
Anna Ferzetti ha dedicato il proprio intervento agli ottant’anni dal primo voto delle donne in Italia. L’attrice ha ricordato come molte conquiste non possano essere considerate definitive e come sia ancora necessario lavorare per una reale parità. Una battaglia che, a suo giudizio, deve coinvolgere uomini e donne insieme, con particolare attenzione all’ascolto e alla valorizzazione delle nuove generazioni.
Per Damiano Gavino, l’empatia rappresenta una qualità essenziale per chi vuole intraprendere il mestiere dell’attore. Il giovane interprete ha confermato la realizzazione della quarta stagione di Un Professore e ha raccontato il rapporto costruito con il cast, ricordando in particolare l’accoglienza ricevuta da Claudia Pandolfi. Tra i suoi desideri professionali resta quello di interpretare un musicista.
Peppe Iodice ha ripercorso il passaggio dal teatro al cinema, vissuto con naturalezza grazie al forte coinvolgimento personale nella scrittura e nella realizzazione del progetto. Il comico non ha escluso la possibilità di affrontare in futuro ruoli drammatici, pur confermando la propria priorità artistica: «Ho un’unica ossessione dall’inizio della mia carriera: far ridere».
Iodice ha inoltre rivendicato l’identità napoletana come una condizione autentica e non costruita, respingendo l’idea che Napoli stia vivendo soltanto un momento favorevole destinato a esaurirsi. L’artista ha infine elogiato il BCT per la capacità di coniugare professionalità, semplicità e sostanza.
A chiudere gli incontri è stato il cast di Un posto al sole, presente con Patrizio Rispo, Riccardo Polizzy Carbonelli, Marina Giulia Cavalli, Michelangelo Tommaso, Francesco Vitiello e Annalisa Pennino.
Gli attori hanno individuato in Napoli, nell’attualità delle storie e nel rapporto con il pubblico gli elementi principali di una longevità che ha raggiunto i trent’anni. La soap è stata descritta come una grande famiglia e come una macchina produttiva estremamente efficiente, capace di lavorare con ritmi serrati e pochissimo spazio per l’improvvisazione.
Con il passare del tempo, anche i personaggi sono cresciuti insieme agli interpreti, diventando presenze familiari per milioni di spettatori. Il pubblico non si limita ad ammirarli, ma li considera parte della propria quotidianità, riconoscendosi nelle storie, nei problemi sociali e nei rapporti familiari raccontati dalla serie.
Napoli resta il centro imprescindibile del progetto: non un semplice sfondo, ma la vera protagonista di Un posto al sole. «Se togliete Napoli, è finita. La prima donna è lei», hanno ribadito gli attori, sintetizzando il legame profondo tra la città, le storie raccontate e il pubblico.


















