Il 10 febbraio in Italia si celebra il ‘Giorno del ricordo’ in memoria dei cinquemila italiani massacrati in Istria, Dalmazia e Venezia Giulia tra il 1943 e il 1945. Uomini uccisi dai partigiani comunisti di Tito solo perché erano italiani; una pulizia politica ed etnica mascherata come azione di guerra o vendetta contro i fascisti. In realtà nelle cavità carsiche chiamate foibe vennero gettati ancora vivi uomini, donne, anziani e bambini che in quel periodo di grande confusione bellica si erano ritrovati in balia dei partigiani comunisti jugoslavi.
Il ‘Giorno del ricordo’ non è solo dedicato alle vittime delle foibe, ma anche alla grande tragedia dei profughi giuliani: 350 mila costretti all’esodo, per fuggire con ogni mezzo in Italia dove furono malamente accolti. In gran parte finirono nei campi profughi e ci rimasero per anni. Uno di questi campi fu organizzato anche a Fertilia. Per mezzo secolo sulle stragi delle foibe e sull’esodo dei giuliani si è steso un pesante silenzio.
Un ricordo delle Foibe è stato curato dal Liceo Scientifico Rummo di Benevento e dal Circolo Manfredi, con il patrocinio della Provincia.
Lo comunica il Presidente della Provincia di Benevento Claudio Ricci per le annuali Commemorazioni delle vittime italiane nelle regioni del Nord est a pochi mesi dalla fine della Seconda Guerra Mondiale in occasione del ‘Giorno del Ricordo’ del 10 febbraio 2016.
Gli studenti, coordinati dal docente di Filosofia Gaetano Panella, d’intesa con la dirigente scolastica Teresa Marchese e la cooperazione della giornalista Enza Nunziato del Circolo Manfredi, hanno seguito sui libri un percorso storico sulla tragica vicenda delle vittime italiane nelle regioni del Nord est a pochi mesi dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.













