Immagine lettera“Dopo il sequestro ad opera del Nipaf di Sannio Tiranteria, il capannone nella zona industriale di c.da Olivola adibito a stoccaggio provvisorio della risulta alluvionale del 15 ottobre scorso, ci aspettavamo disposizioni da parte del Commissario Grimaldi, per la classificazione e destinazione finale di quanto raccolto da Asia su precisa ordinanza sindacale.

Premesso che non era certo di Asia la gestione del sito, nell’attualità l’individuazione della stessa Azienda da parte del Nipaf come custode giudiziario nella persona del dr. Gino Mazza, responsabile tecnico, ci pone oggi nella situazione di dover provvedere alla sicurezza dei luoghi per evitare intrusioni esterne, con un impegno di spesa che non potrà non essere inserita nel corrispettivo per la tassa dei rifiuti a carico di noi contribuenti.

In soldoni vuol dire che stiamo pagando, ancora una volta, per essere stati alluvionati mentre in altre Regioni, pure esse coinvolte in similari disastri naturali, si gode di ben atri benefici o, se vogliamo metterla così, da alluvionati e mazziati stiamo pagando per un’attestazione in vita al fine di mostrare al burocrate di turno che ci sono stati sì ingenti danni a strutture e cose ma non tali alla popolazione per essere esentati da ulteriori balzelli. Tra l’altro oggi si è nell’impossibilità di raccogliere gli altri materiali fangosi presenti in alcuni quartieri che riguardano tanto la viabilità, quanto le civili abitazioni e gli impianti sportivi o esercizi commerciali. In attesa di avere lumi dal Presidente del Consiglio dei Ministri, dal ministro all’Ambiente e dal Governatore della Campania, ai quali non ho fatto mancare più di una nota oltre che il dvd con le immagini degli eventi del 15 ottobre 2015, non ci resta che piangere anche se di liquidi francamente non ne possiamo più! A testimonianza di quanto asserito, pubblico, tra le tante, la lettera di un utente che disperato chiede aiuto, non comprendendo perché i 5 mesi della Regione Campania non siano sufficienti a pareggiare i 14 giorni dell’Emilia Romagna e i 25 giorni del Veneto, non tanto per conoscere la destinazione finale di quanto stoccato quanto per godere almeno del privilegio della attuale classificazione con un codice certo. Abbiamo parlato più volte dell’esistenza di un’Italia a due velocità ma qui ce ne è una terza che non è mai uscita dal pit stop!”