fioravante-bosco-1Il governo Renzi, com’è noto, sta studiando la riforma delle pensioni e, tra i vari temi caldi, anche quello della distinzione tra lavoratori e lavoratrici in relazione all’età pensionabile. Risposte più chiare sul tema pensioni, però, le avremo solo a partire dal 29 agosto, data del varo del decreto Sblocca Italia, e in autunno con la legge di Stabilità.

A tal proposito, la Uil ritiene che il sistema previdenziale italiano sia assolutamente in equilibrio se riferito alle pensioni pagate a fronte dei contributi versati negli anni precedenti. “È quello più in equilibrio in Europa – dice Bosco – lavoriamo più di tutti, paghiamo più contributi e le pensioni sono le più basse. Purtroppo, si vuole tagliare, modificare o ridurre il nostro sistema previdenziale semplicemente come surrogato delle tasse”. “Lo Stato”, prosegue il segretario generale Uil, “Spreca molte risorse nella gestione delle regioni, della sanità e del trasporto pubblico locale, e quando si tratta di far tornare i conti la cosa più semplice è quella di mettere mano alle pensioni, un vero imbroglio! Noi siamo l’unico Paese in Europa in cui il bilancio della previdenza non è separato da quello dell’assistenza. Le pensioni sociali, quelle di invalidità o i sussidi alla disoccupazione sono forme di assistenza che nulla hanno a che vedere con la previdenza. In Italia, inoltre, si prendono i contributi dei lavoratori privati per finanziare i contributi che lo Stato non versa per i propri dipendenti. Il giorno in cui, come si fa negli altri Paesi, si separerà il bilancio della previdenza da quello dell’assistenza, ci accorgeremo finalmente che il nostro sistema previdenziale è in perfetto equilibrio. Non lo è però quello assistenziale che, invece, deve essere finanziato dal fisco”.