Mauro-De-IesoA più di dieci giorni dell’alluvione che ha devastato ampia parte del Sannio, il sindaco di Pago Veiano, Mauro De Ieso, trova la forza di comunicare, con una nota stampa, i gravi disagi patiti anche dal Comune da lui amministrato:

“Gli eventi che hanno sconvolto il Comune di Pago Veiano negli ultimi giorni hanno visto la partecipazi6ne corale di tutta la comunità per il tamponamento dell’emergenza. La nostra cittadina, è stata particolarmente colpita anche in termini di vite umane. Il primo cittadino è vicino ai parenti e ai congiunti e condivide con loro il dolore per una morte assurda e inaspettata.
Oggi, voglio ringraziare in maniera particolare, le Istituzioni, le forze dell’ordine, tutti i cittadini e i volontari che hanno contribuito ad alleviare le ferite del nostro territorio e non arrendersi difronte alle avversità seppur gravi.
A distanza di giorni dalla tragedia è fondamentale iniziare a capire come le Istituzioni possono iniziare in maniera concreta e fattiva ad accompagnare il processo di ricostruzione e di ritorno alla normalità. E’ fondamentale, equo e giusto che si riconosca lo Stato di calamità naturale che sino ad ora in Italia ha sempre accompagnato tutti i territori che hanno avuto eventi tragici come questo. Lo stato di calamità naturale può aprire la strada alla salvaguardia di risorse che sono già state assegnate ai nostri comuni e che rischiano di non poter essere utilizzate a causa dei danni prodotti nei cantieri e dell’imminente chiusura del periodo di ammissibilità della spesa dei fondi strutturali 2007-2013 fissata al31.12.2015.
Così come tutti gli altri comuni sanniti, il Comune di Pago Veiano ha avuto l’occasione di programmare interventi importanti relativi alle infrastrutture primarie e allo sviluppo economico e sociale del territorio. Ebbene, a normativa inalterata è possibile salvaguardare questi interventi e fare in modo che i lavori possano essere conclusi anche dopo la fatidica data del 31.12.2015. E’ fondamentale allora che la Regione Campania e lo Stato Italiano si facciano urgentemente promotori verso l’Unione Europea affinchè venga riconosciuto ciò che è già insito nei fatti accaduti e nella normativa vigente. La possibilità di chiudere i lavori dopo il 31.12.2015 aprirebbe la strada all’utilizzo delle risorse appostate per eventi imprevisti ed imprevedibili già assegnate ai nostri comuni e quindi immediatamente spendibili. Ciò permetterebbe di risolvere parte dei danni che l’alluvione ha provocato nelle aree di cantiere e non solo, in modo da dare inizio concretamente al processo di ritorno alla
normalità. E’ da scongiurare vivamente la non dichiarazione dello stato di calamità e la non applicazione dell’articolo 96 del CE 1083/2006 in quanto ciò aggiungerebbe al danno dell’alluvione, la beffa dell’impossibilità di chiudere i lavori, con il conseguente disimpegno delle risorse e l’avvio verso il dissesto finanziario dei comuni.”