melizzano“Intraprenderemo ogni un’iniziativa per riaffermare il criterio democratico”. Esordisce così il comunicato con cui il capogruppo consiliare di minoranza di Melizzano, Pino Viscosi, rende noto che nella Commissione locale per il paesaggio non c’è spazio per la minoranza.

Il Sindaco Insogna, ‘padre padrone’ dell’Amministrazione Comunale di Melizzano, – prosegue nella nota Viscosi – è insofferente alle regole democratiche che garantiscono la presenza e l’azione della minoranza consiliare. I Consiglieri di minoranza, durante la seduta di Consiglio del 26 febbraio, abbandonano l’aula consiliare. La decisione assunta dalla maggioranza in ordine alla nomina degli esperti della Commissione locale per il paesaggio è un atto di arroganza e di prepotenza, in netto contrasto con le regole e le procedure. Durante la seduta di Consiglio Comunale l’amministrazione Insogna, incurante delle motivazioni legittime esposte dalla minoranza consiliare, nomina, con i soli voti della maggioranza 5 membri esperti della Commissione.
Non vogliono la presenza del rappresentante della minoranza in Commissione la quale ha il compito di esprimere parere di compatibilità ambientale e di tutela del paesaggio alle richieste di permessi a costruire.
Non comprendono o non vogliono comprendere l’istituto del cosiddetto ‘voto limitato’, previsto anche per la nomina dei membri esperti della commissione per il paesaggio, strumento migliore per garantire il rispetto della rappresentanza delle minoranze. L’allegato 1 al Decreto Regionale n. 10 del 1982 ha stabilito, che ogni consigliere potesse esprimere un solo nominativo (c.d. voto limitato), tra esperti di Beni Ambientali, Storia dell’Arte, discipline agricolo-forestale, Naturalistica, Storiche, Pittoriche, Arti figurative e Legislazione Beni Culturali.
I componenti della maggioranza, guidati e sorretti dal signor Sindaco Insogna, hanno elaborato artatamente un piano finalizzato a formulare una proposta a loro vantaggio e cucita su misura per accaparrarsi tutte e cinque le categorie, non solo non rispettando quanto scritto nella legge 10/82 ma soprattutto contro il ‘voto limitato’ che deve garantire, seppur in minima presenza le minoranze consiliari.
In breve vi spiego quale è stata la loro genialità! Dopo aver individuato ad arte 5 raggruppamenti di candidati e 5 categorie di esperti, suddividendoli con un disegno preciso ma difforme dalle disposizioni normative, hanno stabilito che risulterà eletto il componente che avrà avuto il maggior numero di voti nell’ambito di ogni raggruppamento così come definiti dall’Ufficio. Si capisce che con questa modalità di voto, la minoranza con tre voti a disposizione contro 8 voti della maggioranza, non avrebbe potuto eleggere il proprio rappresentante. Al contrario la nostra proposta, coerente con il dettato normativo, proponeva di eleggere i primi cinque candidati aventi il maggior numero di voti,  garantendo così l’elezione del rappresentante della minoranza.
Al Sindaco, dunque, ricordo che la votazione è vana ed i fatti ci daranno ragione; ci rivedremo alla prossima votazione, quando legittimamente anche noi potremo eleggere il nostro rappresentante. Non ci sarebbero contestazioni da parte della minoranza se la democrazia non venisse ferita, o peggio calpestata palesemente, da parte della maggioranza consiliare”.