Che ci fossero i presupposti per una partita maschia e rognosa, memori anche della partita dell’andata sbloccata all’ultimo respiro, nessuno lo metteva in dubbio. Il Cosenza non merita di sicuro la posizione che ha in classifica, frutto più di gol presi all’ultimo respiro o di grossolani errori individuali, che per colpa di carenze tattiche e/o tecniche. Tuttavia ieri sera il piglio della capolista è venuto fuori con veemenza, soprattutto nel momento in cui una generosa o quantomeno discutibile espulsione avrebbe potuto incanalare il match su tutt’altro binario. Primo tempo in controllo totale condita dalla perla di Insigne che ha acceso la serata emulando i gol che solitamente fa il fratello più grande dall’angolo opposto. Stranezza del calcio: se ci avete fatto caso il gol sembra quasi la fotocopia di quello fatto da Viola nel derby di andata a Salerno o di Kragl contro il Trapani. Stranezza per stranezza: a questa squadra piace vincere in trasferta visto che nell’anno corrente l’intera posta in palio è stata ottenuta nei due match lontano dal Vigorito. Eppure anche ieri abbiamo provato a complicarci la vita complice una decisione arbitrale quantomeno affrettata; c’era un pallone che scorreva leggermente verso l’esterno del campo, un difensore che recuperava centralmente (Caldirola) in un contesto di azione che tutto si può definire tranne che chiara occasione da rete per quanto si stava svolgendo lontano dalla porta. Il rosso non è scandalosissimo, ma un giallo per tutta questa serie di fattori forse sarebbe stato più appropriato. Ma dicevamo che proprio in questo frangente,  la squadra ha mostrato la sua forza ed il suo carattere concedendo pochissimo, controllando caparbiamente la gara, pungendo ancora con due conclusioni di Viola e qualche ripartenza che meritava miglior fortuna. Sugli scudi Del Pinto che, chiamato in causa  nell’insolita veste di terzino , ha svolto il ruolo con abnegazione e disciplina a dimostrazione di quanto il meticoloso e martellante  lavoro settimanale di Pippo Inzaghi  possa essere recepito da tutti,  soprattutto da coloro che non solo giocano poco ma che, se chiamati in causa, fanno bene anche in ruoli non propri. E’ accaduto a Gyamfy centrale difensivo contro il Crotone e ieri a Lollo. Anche Barba, al debutto stagionale da titolare, è sembrato già integrato in questo gruppo fantastico. Una menzione ed un plauso merita Montipò che come un felino ha neutralizzato il tiro che in pieno recupero avrebbe potuto in parte scalfire, ma non sminuire l’ennesima prestazione della strega, trovatasi per 40 minuti a combattere in inferiorità numerica.
Inzaghi ha rivolto l’ennesimo appello per riempire lo stadio Sabato prossimo. Dispiace che un allenatore debba effettuare simili proclami. Questa squadra meriterebbe forse un calore maggiore per come sta ammazzando questo campionato. Si avverte quasi una sorta di snobismo, di compassatezza nella tifoseria. Per carità, nessuno mette in dubbio che vi siano difficoltà oggettive e personali nel non potersi recare al campo però rendere omaggio e dire grazie semplicemente con la presenza e col calore del tifo ad un gruppo che sta facendo parlare di se l’Italia intera, sarebbe cosa buona e giusta. Sabato il clima e l’orario potrebbero essere consoni a quanto richiesto da Pippo, speriamo che l’appello non cada nel vuoto. Per finire…Un pensiero commosso vista anche la parentela di chi scrive, al capitano giallorosso per antonomasia, che da lassù avrà sicuramente sorriso per come splendidamente è stato ricordato dagli ultras Beneventani al Marulla; per un beffardo scherzo del destino alla vigilia del suo compleanno si sono affrontate la sua squadra del cuore e quella che, dopo il Napoli,  è stata senz’altro la sua terza casa. Un abbraccio Carmè….chissà quante cavalcate fra le nuvole ti stai facendo lassù; adesso tanto ci sta pure Zi Gaetan’ che ti può rimettere in sesto con i suoi massaggi miracolosi….
 
Scugnizzo69/Daniele Piro