Ci sono delle giornate che vorresti non venissero mai. Poi all’improvviso ti arriva la notizia che non avresti mai voluto ricevere. E’ morto Gaetano Allegretti. Era un monumento, la storia giallorossa, quella vera. L’1 maggio avrebbe compiuto 90 anni e pensate ne ha trascorsi circa 70 a lavorare per la squadra della Strega, da massaggiatore prima e poi da magazziniere.

E’morto stamani all’Ospedale di Sant’Agata dei Goti dove era stato ricoverato lo scorso 13 gennaio per problemi respiratori in aggiunta ad altre complicanze sorte oltre un mese fa, unitamente ad una certa debacle cognitiva nella casa di riposo RSA Donatello di Bonea.

Domani pomeriggio alle ore 15.30 nella chiesa dell’Addolorata nel capoluogo l’estremo saluto con lo svolgimento dei funerali dove si prevede ci sarà una marea di persone con tanti tifosi di ieri e di oggi a rendere omaggio alla salma.

Il Benevento Calcio per lui non è mai stato un semplice posto di lavoro, ma la sua famiglia, la sua vita. I suoi cari erano i calciatori che si sono alternati e con i quali aveva rapporti scherzosi o da zio o da coetaneo o da fratello maggiore, gli allenatori, i dirigenti, i presidenti e tutti i tifosi. Quando incontrava qualche vecchia gloria aveva un sorriso bello e spontaneo e faceva partire il film dei ricordi unitamente alla comparsa di occhi lucidi. Gli stessi occhi lucidi che aveva puntualmente quando dopo essere stato messo in pensione assisteva alle gare del Benevento dalla tribuna primo anello ed incontrava qualche addetto ai lavori. Lui faceva finta di essere felice nel salutarti con il suo classico “uagliò come stai non ti dimenticare di zio Gaetano, lo sai che io ti voglio bene” ma non potevi non notare quei lucciconi agli occhi…

Sapeva che il suo posto per destinazione naturale era negli spogliatoi o a bordo campo con quel secchio d’acqua e la spugna magica. Non si vedeva su una poltroncina da spettatore, da estraneo, perchè quella squadra scorreva nelle sue vene come un figlio.

Non è stato solo un innamorato ed un fedelissimo servitore del nostro amato Benevento, ma un grande uomo, un grande papà ed un grande nonno. Depositario di mille segreti aneddoti, ha vissuto del Benevento momenti di tristezza, difficili, di esaltazione, successi, gioia, insomma tutto. Era uno di quelli che estrinsecava al meglio il senso d’appartenenza del quale se ne avverte tanto bisogno in tanti attori attuali. Se la squadra perdeva o qualcuno giocava male, senza fare invasioni di campo si arrabbiava, rimproverava tutti e diceva sempre: “uagliù arricurdatev che nun e ta mancà e rispett ai tifosi. Io e conosch a tutti quant e non voglio che annavè dispiacer pu pallon”.

Mi fermo così, continuando si corre il rischio di diventare retorici e invece questo deve essere solo un momento di dolore e riflessione. Ciao zio Gaetano salutaci a Carmelo Imbriani, Carlo Fracassi, Ciro Vigorito, Italo Antonio Bocchino, Komi Tchangai, Corrado Benedetti, Mario Cotroneo, Tonino Napolitano, Tonino Micco e tutti i giallorossi che hanno scritto la storia. Sappi che ci mancherai sempre, ma per piacere continua a sorriderci ed a salutarci anche da lassù. Noi non ti dimenticheremo mai. Grazie di tutto…