Il calcio non si ferma è un carrozzone troppo legato al business della tv e paradossalmente va avanti anche senza pubblico. La contraddizione è proprio questa. Che calcio è se la gente non può assistere agli incontri. Per chi si gioca, premesso che anche noi siamo dell’idea che prima di tutto viene la salute della gente, del popolo. Ebbene, proprio alla luce del dramma che sta vivendo l’intera comunità la decisione del mondo del calcio a nostro modesto avviso doveva essere quella di fermare il carrozzone e riprendere quando tutto sarebbe rientrato in piena normalità e per chio si si gioca di nuovo protagonista: il pubblico. Onestamente non siamo d’accordo con la continuazione dello spettacolo a porte chiuse, ma fatto sta che si è deciso così. Altra cosa che non scopriamo noi e che è assodata è che così è tutto falsato.

Il Benevento, dunque, giocherà contro il Pescara la gara più attesa di questo girone di ritorno senza pubblico e senza celebrazioni per le donne. Che tristezza e che peccato. Per i tifosi sanniti visto che il veto almeno per ora sarà fino al 3 aprile, ci sarà in casa solo una gara a porte chiuse visto che il calendario propone poi le due trasferte consecutive di Cremona ed Empoli e poi il turno di riposo. Meno male anche perchè in una stagione trionfale sarebbe stato bello avere al fianco sempre la gente e continuare a fare festa tutti insieme. Comunque, al di là di tutto massimo rispetto per la tutela della salute ma ripetiamo in questo contesto ci sono state delle decisioni contraddittorie del mondo del calcio anche perchè gli stessi calciatori hanno famiglie e forse anche loro, allenatori, preparatori e magazzinieri meriterebbero tutela.