Il primato del Benevento in serie B, evento verificatosi per la prima volta nella storia giallorossa in questa stagione che celebra i 90 anni, con posizione consolidata già da diverse settimane è appassionante ed entusiasmante, ma non tira al “botteghino”. Numeri in rosso per quanto concerne le presenze di spettatori paganti al Ciro Vigorito, facendo la differenza tra le prime cinque gare casalinghe della passata stagione e quelle di quest’anno. Ci sono, infatti, ben 12.039 paganti in meno. E’un dato significativo che va interpretato in vari modi e che comunque dimostra che la squadra di Inzaghi probabilmente non tira come dovrebbe, anche se va detto che parliamo sempre di medie presenze importanti che in proporzione alla popolazione sannita sono di alto livello e quindi di un pubblico lodevole. Varie le motivazioni. Proviamo ad elencarle o meglio ipotizzarle. Forse il discorso di un feeling che deve sbocciare di nuovo tra ambiente in generale e club o ancora ci sarebbe bisogno di rivedere alcuni aspetti legati al discorso dei biglietti ridotti da elevare dai 5 anni attuali ad almeno 14, casomai aumentando l’importo del costo dei 2 euro previsti ora per gli under 5, al di là di estemporanee politiche promozionali attuate per questa stagione tra l’altro con approvvigionamento obbligato presso lo scomodissimo e poco ospitale botteghino. Altra ipotesi quella della radicalizzazione sul territorio con coinvolgimento maggiore della gente partendo proprio dal settore giovanile che attualmente registra allenatori e la stragrande se non in alcuni casi totalitaria presenza di ragazzi di fuori con assenza di quelli locali, al di là della scuola calcio fortunatamente riconfermata anche per questa stagione. Ci sarebbe poi il discorso della comunicazione che vede rarissimamente a parte gli organi di informazione della proprietà, i tesserati presenti a livello di interviste su siti, televisioni, radio, settimanali o quotidiani cartacei locali (le uniche eccezioni riguardano emittenti o quotidiani paradossalmente di fuori). Si sa che l’ambiente, specie quello sannita ha bisogno di essere sensibilizzato, coinvolto, facendo sentire giocatori e altri tesserati quasi come familiari attraverso presenze o interviste o altro, al di là di discorsi di diritti o marketing. Non parliamo dell’ampio zoccolo duro, ma degli sportivi in generale della città e della provincia. Oppure, per chiudere, può essere che non c’entra nulla di quello elencato finora e quella attuale è solo una situazione contingente, legata al momento economico-sociale che stanno vivendo città e provincia.

Rieccoci ai numeri. Quest’anno ancora non è stata superata quota 10.000 presenze. Il record è di 9.824 con il Cosenza grazie anche a 347 tifosi ospiti, poi c’è Perugia con 9.686 e 152 fans umbri, 9.675 con l’Entella solo 2 paganti per i liguri, 9.287 col Cittadella con una ventina di supporters veneti e record negativo mercoledì scorso con la Cremonese con 8.857 paganti di cui 40 fans grigiorossi. Nella passata stagione nei primi cinque turni 12.835 con il Lecce (1.000 dal Salento), 13.622 con la Salernitana (1.663 granata), 12.900 col Foggia (1.386 pugliesi), 10.000 con il Livorno (44 fans toscani) e 10.011 proprio con la Cremonese con 61 tifosi ospiti. Pur togliendo i tifosi ospiti visto che c’erano stati consistenti presenze si arriva a 4.154, quindi si resta sempre al di sotto di ben 8.000 tifosi circa e va sottolineato che nella passata stagione il Benevento non è mai stato in vetta sin dalla prima giornata. Per continuare con i numeri ricordiamo che gli abbonati sono stati 633 in meno rispetto all’anno scorso e questi non sono stati “recuperati” come media nel corso di questa stagione. Insomma una tendenza al ribasso in tutti i sensi sperando che nelle prossime giornate ci sia un ritorno di fiamma, fermo restando che parliamo sempre, come già detto, di una media importantissima, tra le più alte in assoluto della cadetteria e che la proporzione abitanti-presenze allo stadio vede una percentuale altissima rispetto alla media nazionale. Ma come si suol dire si può fare sempre meglio come avvenuto l’anno scorso e due stagioni fa in occasione della serie A considerato che il Sannio ha grandi potenzialità, a livello di passione, colore, attaccamento, civiltà, spirito di aggregazione e voglia di calcio come ha sempre dimostrato in tutte le categorie.