E’vero. E’ presto. Siamo solo all’aba del campionato con 8 giornate disputate su 38 complessive, ma è indubbio che con il trascorrere delle settimane, il Benevento sta diventando sempre di più padrone del suo destino. Attenzione, non ci sono da fare celebrazioni e soprattutto non bisogna assolutamente lasciarsi prendere dalla facile euforia oppure ottimismi di sorta che non servono a niente, ma la classifica strizza più di un occhio alla squadra giallorossa che di fatto con il suo ruolino di marcia attuale è da promozione. La media di 2,25 punti a partita con un eloquente +1 in media inglese, infatti, conduce verso il paradiso e quella lettera che in tanti per scaramanzia non osano pronunciare. E tutto questo è “condito” da un campionato che in attesa delle gare odierne, sta dimostrando che non ci sono tante squadre dal cammino regolare e che soprattutto ci sono equilibri che giocano a favore degli stregoni che invece finora non hanno mai sbandato o concessi regali di sorta. Analizzando alcune delle potenziali dirette concorrenti si rileva che la Salernitana ha perso a Venezia che in casa non aveva mai vinto, aumentando il distacco a 4 punti come lo stesso Perugia del resto; che il Cittadella in rimonta prende tre pappine dal Cosenza tra le mura amiche che non aveva mai provato la gioia della vittoria in questa stagione, che il Pescara all’Adriatico dove sabato sarà di scena il Benevento ha fatto finire la crisi dello Spezia… Insomma non c’è nessuno che mostra, tra quelle citate regolarità e totale affidamento. Ed alla luce di questa analisi viene fuori che il numero delle anti-Benevento, considerando che il Frosinone, il Chievo Verona, la stessa Cremonese hanno già distacchi abissali, è davvero ristretto. Dunque, ci sono tante premesse positive e rosee. La differenza contro gli avversari ed è anche abbastanza rilevante il Benevento la sta facendo grazie ad individualità di un’altra categoria ed una rosa che consente di sopperire a più assenze senza pagare assolutamente dazio. L’esaltazione dei singoli dà la svolta, sempre, puntualmente… A ciò bisogna aggiungere la grinta che tutti stanno mettendo sul rettangolo di gioco. Ognuno ha motivi di rivalsa e voglia di dimostrare e così viene fuori che l’orchestra non stecca… Montipò vuole dimostrare di essere un portierino dal grande futuro, Maggio di non essere finito, Roby Insigne vuole giocare contro il Napoli in A, Letizia riscattare la stagione scorsa non proprio esaltante, Caldirola far capire a tanti tecnici italiani di aver sbagliato a farlo andare in Germania, Antei di essere il promettente difensore baluardo dell’under 21 di qualche anno fa, Sau di essere ancora determinante. E così via, si potrebbe continuare con tutti i componenti dell’attuale rosa. Concludendo il discorso, però, è opportuno stare sempre con il freno a mano tirato, a tutti i livelli, anche perchè c’è ancora tanto da lavorare e da crescere per consolidare il primato e dare il via ad una eventuale prima mini-fuga e questo lo sa anche Inzaghi. La squadra deve migliorare qualitativamente nell’espressione del gioco collettivo ed anche nella gestione di certi momenti. Ma c’è tempo, ma soprattutto un morale alle stelle che consentono di lavorare con proficuità. Intanto ci godiamo tutti un’altra settimana lassù, dove si respira davvero un’aria salubre…