Un malfunzionamento del sistema automatizzato blocca la consegna dei medicinali prescritti. Decine di cittadini in attesa, nessuna procedura manuale attivata. Una denuncia che riapre il tema della continuità dei servizi sanitari essenziali.
Un cittadino racconta la sua esperienza in una farmacia dove il robot di dispensazione si è bloccato, impedendo la consegna dei farmaci con ricetta. Nessuna alternativa manuale è stata attivata dal personale, lasciando gli utenti senza medicinali necessari. L’episodio solleva interrogativi sulla dipendenza totale dalla tecnologia e sulla mancanza di piani di emergenza per garantire un servizio pubblico essenziale.
Brutta avventura in farmacia per un cittadino che, recatosi a ritirare i farmaci prescritti, si è trovato davanti a un blocco totale del servizio. Il robot addetto al prelievo e alla consegna dei medicinali era fuori uso e l’intero sistema informatico risultava fermo. Risultato: nessun farmaco dispensabile, nonostante decine di persone in attesa con ricetta alla mano.
L’impiegata al banco ha spiegato che il robot era “rotto” e che, fino alla riparazione, non sarebbe stato possibile consegnare alcun medicinale soggetto a prescrizione. Solo i prodotti da banco e gli articoli commerciali potevano essere acquistati normalmente. Una situazione paradossale: i farmaci salvavita bloccati, le cianfrusaglie disponibili.
Agli utenti è stato chiesto di attendere una mezz’ora, nella speranza che il sistema ripartisse. In caso contrario, tutto sarebbe stato rinviato al giorno successivo. Nel frattempo, almeno cinque addetti erano presenti in farmacia, ma nessuno ha attivato procedure alternative o tentato una gestione manuale dell’emergenza.
L’autore del racconto è riuscito a risolvere il problema grazie alla propria autonomia: buona salute, auto disponibile, altre farmacie nel raggio di un chilometro. Ma pone una domanda cruciale: cosa sarebbe accaduto a chi vive in zone periferiche, non ha mezzi propri o non può muoversi facilmente? In quei casi, la mancata consegna di farmaci prescritti può trasformarsi in un rischio serio.
La denuncia è netta: un’interruzione di pubblico servizio inaccettabile. La tecnologia è preziosa e migliora l’efficienza, ma non può diventare un vincolo assoluto. Ogni sistema automatizzato deve prevedere un piano B: una procedura manuale, una registrazione provvisoria, un prelievo tradizionale dei farmaci dagli scaffali. Perché un guasto tecnico non può e non deve impedire l’accesso a medicinali necessari.
L’episodio riaccende il dibattito sulla fragilità dei servizi essenziali quando dipendono totalmente dall’informatizzazione. La modernizzazione è un valore, ma la continuità del servizio è un dovere.
Peppe Iannicelli












