Il sogno è svanito, fatali il pareggio col Kosovo e la sconfitta contro la Georgia. E’ stato distrutto dalla maggiore cattiveria dei georgiani e da un terzino mancino di cui sentiremo parlare, tale Tskhovrebadze. L’Italia delude. Non riesce ad ingranare. Sembra essere ancora scossa dal pareggio beffa di ventiquattro ore prima. Gli azzurri, orfani di Ebner e Iballi, sostituiti da Savini e Volarevic –il migliore degli azzurri- vanno subito sotto di cinque reti (11-6). Sonnerer e Skatar accorciano le distanze e illudono tutti con l’Italia che va al riposo sotto 13 a 11. I georgiani rallentano il gioco. Vanno spesso al limite del passivo in attacco. Ci mettono più “cazzimma”, ci perdonerete l’espressione. E’ proprio quello che manca all’Italia anche se Turkovic e Sonnerer agguantano il pareggio (18-18). Skatar firma anche il gol del sorpasso per un 21 a 20 che scalda il Palatedeschi. Ma la Georgia si riprede la scena. Aggancia gli azzurri e rimette la testa avanti.

Giocare sotto ritmo ha funzionato e l’Italia sembra smarrita. Non trova velocità e soluzioni offensive per fare la differenza. Quella che invece fa sul 24 a 23 in favore dei suoi il fortissimo Tskhovrebadze. Dopo un miracolo del portiere georgiano su un tiro ravvicinato a colpo sicuro, la palla si impenna ed è lui a saltare più in alto di tutti con un gesto atletico che lascia tutti sbalorditi. Palla al sicuro e contropiede vincente. L’Italia è ko. La Georgia trova con facilità il gol fino al 28 a 25. Due partite da dimenticare contro squadre che alla vigilia sembravano alla portata. Il match con la Romania, che doveva essere la partita della vita, sarà semplicemente l’occasione per far giocare chi ha visto meno il campo. La squadra di Trillini esce con le ossa rotta dal girone di qualificazione di Benevento. Un solo punto in due partite e l’amaro verdetto di non essere ancora pronti per match di questo livello