Il Presidente della Provincia di Benevento Ricci, insieme al Sottosegretario di Stato alle Infrastrutture Del Basso De Caro e ad una delegazione del Consiglio Provinciale, incontrerà domani, lunedì 13 luglio, il Ministro Graziano Delrio al termine del Convegno (teatro Massimo ore 18.30) nella Città di Benevento cui parteciperà l’esponente del Governo Renzi.
La conferma viene dalla Segreteria del Ministro, che il Presidente Ricci aveva contattato avendone ricevuto mandato dal Consiglio provinciale all’atto della votazione sulla delibera per le criticità sull’erogazione dei servizi pubblici.
L’incontro verterà sui temi di maggiore interesse per il Sannio, comprese quelle connesse all’attuazione della legge n. 56 del 2014 sul riordino delle Province, nota appunto come ‘Legge Delrio’.
L’evento in oggetto è così importante per il capoluogo sannita che, sin dal suo annuncio, ha scatenato molteplici dibattiti da cui sono emerse opinioni contrastanti. Il presidente Mezzogiorno Nazionale, Pasquale Viespoli, ad esempio, con una nota stampa, ricordanto la visita in città del Ministro Lunardi nel 2004, sottolinea la disparità di vedute e la differente modalità di pubblicizzazione dell’evento. Si legge nella nota: “Quando venne Lunardi, a Villa dei Papi, era il 30 marzo 2004. Il tema era ‘Le infrastrutture dello sviluppo. Presentazione del progetto di raddoppio della Statale Telesina’. Era appena stata approvata la legge ‘Obiettivo’. È bene ricordarlo, agli smemorati di destra e di sinistra, la Telesina non è ancora stata realizzata, ma senza l’inserimento in quel quadro normativo non sarebbe stata mai realizzata ed oggi sarebbe già archiviata persino la speranza di veder realizzato il raddoppio. Quando vennero Bassolino, Vendola e Matteoli era il 17 aprile del 2009; il tema era ‘Linea ferroviaria Napoli – Bari. Per il Sud e per l’Europa’.Fu un momento di svolta; il confronto tra governo e regiona affermò la centralità strategica dell’opera per il Sannio e per il Mezzogiorno. Sempre senza manifesti di partito, con profilo istituzionale, per segnare un’innovazione profonda, soprattutto nel Sud: la cultura di governo come cultura della condivisione e della responsabilità, affinché l’alternativa si configuri come competizione sulla qualità della politica e del progetto, non della gestione e dell’intermediazione. Ed anche per ribadire un principio: una strada, una ferrovia non è importante in sé, non è utile se serve a collegare due punti ma solo se propedeutica alla crescita e allo sviluppo.
Altra epoca e altro stile oggi! Delrio è annunciato con manifesti di partito, non c’è profilo istituzionale da rispettare, né una cultura di governo da affermare. C’è solo l’ostentazione del potere, il richiamo del partito della spesa pubblica, anche a costo delle incompiute e dell’inutilità degli interventi. E’ il senso di quanto sta accadendo nella distribuzione o, comunque, negli annunci dei finanziamenti: le risorse non si concentrano ma si spezzettano per lotti, naturalmente funzionali. Almeno allo stato, perché sul tema la sinistra ogni tanto cambia verso. La Telesina era inizialmente in testa all’Anas, il centrosinistra di governo decise che fosse necessario realizzarla con la finanza di progetto e cambiò verso per la prima volta. Quando sono state trovate le risorse pubbliche per fare sponda, il centrosinistra di governo ha cambiato nuovamente verso: ha deciso di revocare la finanza di progetto e ritornare all’Anas con la dotazione finanziaria per fare solo un lotto funzionale, col rischio di derubricare la Telesina da opera di interesse nazionale a infrastruttura d’interesse locale. Comunque, benvenuto al ministro Delrio; peccato che venga per una riunione di partito e non per un confronto pubblico-istituzionale.”













