rifiuti2Il dott. Nicolino Cardone, in nome e per conto della Società Samte, interamente partecipata dalla Provincia di Benevento, ha rilasciato la seguente dichiarazione.

“Negli ultimi giorni si sono accese forti polemiche sulla Provincia di Benevento e sulla Samte, la società provinciale a totale capitale pubblico, che cura una parte della filiera dei rifiuti urbani. Questa Società, istituita per esclusiva volontà del Governo e del Parlamento in virtù di normative varate a seguito della chiusura della fase emergenziale del ciclo integrato dei rifiuti urbani in Campania, ha colmato e colma un vuoto importante nella gestione della filiera che riguarda il segmento degli impianti di smaltimento e dei siti dismessi del territorio sannita. Molti personaggi che assurgono quotidianamente a mania spasmodica di protagonismo, dimenticano di aver ricoperto nel passato ruoli di responsabilità che hanno determinato i risultati della situazione attuale, in particolare l’on. Giovanni Zarro che oggi dice di non capire quali siano i costi che hanno determinato l’incremento di tariffa applicata dalla Provincia di Benevento per lo smaltimento del rifiuto residuo. Ebbene, ricordiamo all’on. Zarro che nel 2013, in qualità di Amministratore Unico di Samte dichiarava: “La Samte è in dissesto e bisogna aumentare le tariffe” e ricordiamo anche che, proprio sotto la sua gestione, si verificò che alcuni Comuni, a partire dal capoluogo, imposero l’alt all’iter di appalto pubblico avviato da Samte per l’affidamento dei servizi integrati di raccolta dei rifiuti urbani al fine del conseguimento della gestione unitaria così come previsto dalla legge. Se ciò fosse avvenuto si sarebbe probabilmente determinata una razionalizzazione delle attività e quindi una conseguenziale riduzione dei costi.
Oggi, le gestioni del ciclo dei rifiuti, in ambito provinciale, continuano ad essere frammentate: da qui le diverse voci fuori dal coro che tentano di difendere, ciascuna, il proprio orticello attualmente occupato. La Samte governa la parte residuale della filiera, la più importante, senza la quale salterebbe tutto il sistema dei servizi. Tale gestione si realizza di fatto presso l’Impianto STIR di Casalduni, dove si effettua il trattamento del rifiuto residuo, a seguito del quale, in uscita, si ottengono due distinte frazioni: la parte secca da inviare a termovalorizzazione ad Acerra per il recupero di energia e la parte umida stabilizzata da smaltire in discarica. Ora, l’incremento della tariffa che assurdamente viene imputata alla Samte è invece derivato principalmente dalla oggettiva maggiorazione dei costi di smaltimento delle due tipologie di rifiuto in uscita dallo STIR. Infatti è stata la Regione Campania a determinare, nel novembre 2014, con atto amministrativo, l’aumento da € 0,00 a € 70,00 del costo di conferimento di ogni tonnellata di frazione secca all’impianto di Acerra. L’incremento del 50% dei costi per lo smaltimento della frazione umida stabilizzata è derivato, invece, dalla intervenuta efficacia di una Sentenza di Consiglio di Stato (la n. 5242/2014). Questi sono i punti sostanziali che si finge di non vedere.
La gestione di otto ex siti dismessi, derivante dal periodo Commissariale dell’emergenza rifiuti ed affidata a Samte, è stata da sempre finanziata con risorse dell’Ente Provincia. Di ciò è ben a conoscenza l’On. Zarro, in quanto durante il suo mandato di Amministratore della Samte, la Provincia appunto trasferiva le risorse finanziarie necessarie a garantire la gestione di questi siti. Oggi egli non sa quali sono questi costi? Delle due l‘una. O ieri non si è reso conto di cosa ha gestito, oppure oggi non comprende bene cosa sta davvero accadendo nella realtà amministrativa degli Enti Locali!

Allora perché si continua a sbagliare l’indirizzo della protesta se la realtà dei fatti consegue da elementi oggettivi derivanti dall’applicazione di disposizioni regionali e dall’ottemperanza obbligatoria alla citata Sentenza di Consiglio di Stato e non da mala gestio? Il Presidente dell’Asia, società partecipata del Comune di Benevento, Lucio Lonardo ha annunciato una lievitazione della spesa sostenuta dalla medesima società di € 2.000.000,00 che, ripartita in base al numero di abitanti della città di Benevento, produrrà un incremento medio annuo pro-capite pari ad € 33,00. Non vorremmo che in tempi difficili come quelli che le istituzioni vivono, qualcuno intendesse attuare la strategia di voler distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica da alcuni fatti reali, come a dire: parliamo di Samte con la speranza che Asia passi inosservata!”.