longobardoAnche quest’anno Benevento è protagonista del progetto didattico di Italia Langobardorum, l’associazione che gestisce il sito seriale dei Longobardi. Un progetto nazionale, finanziato dal 2011 dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e del Turismo, che si rivolge ad alunni e insegnanti delle scuole secondarie e che ha lo scopo di diffondere la conoscenza del popolo longobardo e del suo ruolo fondamentale nella formazione della cultura europea.

Il sito seriale ‘I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)’ è stato iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco come 46esimo sito italiano. Il sito comprende sette complessi monumentali distribuiti sul territorio nazionale e tra questi anche Benevento con la Chiesa di Santa Sofia.

Le scuole di Benevento e provincia avranno la possibilità di partecipare a itinerari turistici legati alla storia dei Longobardi in Italia. Ogni classe delle scuole secondarie di primo e secondo grado, che parteciperà agli itinerari turistici proposti dall’associazione, riceverà un contributo economico per la realizzazione del viaggio.

Lunedì 23 febbraio saranno pubblicati i due bandi per i viaggi di istruzione.

L’assessore alla Cultura del Comune di Benevento, Raffaele Del Vecchio, promuoverà nei prossimi giorni un incontro con i dirigenti scolastici per la promozione dell’iniziativa.

“E’ un progetto che ci sta particolarmente a cuore – spiega l’assessore alla Cultura Del Vecchio – Benevento ha i Longobardi nel suo dna, e questa è un’identità che bisogna saper custodire. Il riconoscimento Unesco ci inserisce di diritto in circuiti nazionali che ci arricchiscono di esperienze e generano un confronto di grande valore. Trasmettere la cultura longobarda alle nuove generazioni è una missione avvincente, perché rafforza il senso di comunità. Questo progetto favorisce scambi e viaggi di istruzione a livello nazionale, sia tra i luoghi del sito seriale, sia con quelli di origine e cultura longobarda. E’, dunque, un momento di grande crescita per i nostri ragazzi. Custodire la nostra identità rafforza il senso di comunità”.

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