Ci sono notifiche che cambiano la percezione di una scelta. Quando la notizia dell’accordo ha cominciato a circolare, il profilo di David Okereke si è trasformato in un raduno di tifosi giallorossi: migliaia di messaggi, striscioni virtuali, dichiarazioni d’affetto. L’attaccante nigeriano, che ha ammesso di non essersi aspettato un simile abbraccio digitale, ha risposto con un ringraziamento e con la promessa di restituire sul prato ogni briciola di quell’affetto.

Eppure, fino a poche settimane prima, il futuro pareva puntare altrove. Archiviata l’esperienza con la Cremonese e ritrovatosi senza contratto, sul tavolo del giocatore si erano accumulati fascicoli aperti a più latitudini: opportunità remunerative in Turchia, ritorni in Belgio e l’opzione oltreoceano della Major League Soccer.

Poi la conversazione che ha cambiato la geografia dell’affare. I dirigenti sanniti hanno messo sul piatto un piano tecnico dai contorni nitidi, costruito attorno alle idee di Floro Flores e ad ambizioni dichiarate. Okereke, attratto anche dalla fama di una città che vive il calcio come un rito quotidiano, ha riconosciuto di essersi trovato davanti un progetto a cui dire sì senza esitazioni.

Il ritorno in cadetteria, categoria che mancava dal suo percorso da circa trenta mesi, non spaventa chi ha respirato l’aria della Champions League con la casacca del Bruges. Consapevole di affrontare un torneo disseminato di insidie, ricco di avversari di livello e di veterani della categoria, il nigeriano definisce la stagione che verrà potenzialmente esaltante proprio perché dura. Le cifre personali, garantisce, conteranno meno della classifica della squadra; quanto al fisico, assicura di sentirsi in ottimo stato e di essere in attesa soltanto della prima seduta con i nuovi compagni.

Il resto lo racconterà il campo. Un’immagine, però, è già a fuoco: l’appuntamento con il popolo che gli ha invaso il profilo, allo stadio. Una promessa che ha il suono di un inizio.