Il Benevento ha imparato subito a chiamarlo con il nome che preferisce: Logan. Niente cognomi complicati, nessuna formalità sudamericana. “Chiamatemi Logan”, ha sorriso il nuovo talento brasiliano, primo volto della stagione giallorossa. Una scelta semplice, diretta, quasi un marchio. È arrivato nel Sannio con l’entusiasmo di chi sa di avere un’occasione importante e con la leggerezza di un ragazzo che non vede l’ora di cominciare.

Il suo arrivo è stato rapido: atterraggio, saluti istituzionali, incontro con presidente e allenatore, visite mediche superate senza esitazioni. Logan è già dentro il mondo Benevento, già immerso in una realtà che lo ha accolto con curiosità e aspettative. “Sono felice di essere qui, non vedo l’ora di mostrare il mio gioco ai tifosi”, ha detto con un inglese pulito, promettendo però di imparare presto l’italiano.

Il brasiliano non si nasconde. Parla del suo calcio con naturalezza, come chi sa di avere qualità riconoscibili. “Mi piace partire largo, puntare l’uomo, cercare l’uno contro uno. Le mie armi sono la velocità e il dribbling. Ho segnato diversi gol negli ultimi anni e voglio continuare a farlo anche qui”.  

Parole semplici, ma che delineano un identikit chiaro: un esterno offensivo moderno, capace di muoversi anche da trequartista o seconda punta, con margini di crescita importanti.

La giornata di Logan è stata anche un piccolo viaggio dentro la città. Ha visitato il centro storico, osservato la chiesa di Santa Sofia, passeggiato tra attività e botteghe. “Ho apprezzato i monumenti e l’atmosfera. Per me essere qui è un sogno, il sogno di tanti ragazzi brasiliani”, ha raccontato con un’emozione che non ha provato a nascondere.

Il presidente Oreste Vigorito lo ha voluto con decisione. Logan lo sa e non lo dimentica. Quando gli è stato comunicato l’interesse del Benevento, ha rivissuto un ricordo d’infanzia: “Ero felicissimo, come un bambino che assaggia per la prima volta il gelato al cioccolato”.  

Un’immagine tenera, spontanea, che racconta molto del suo carattere. Ma dietro la leggerezza c’è anche consapevolezza: “So di non dover deludere chi ha creduto in me. Voglio dare il mio contributo per consolidare la categoria e, perché no, provare a fare qualcosa in più”.

Ha parlato in inglese, ma ha già imparato le parole che contano. Quelle che fanno breccia nel cuore della gente.  

Logan si è congedato così, con un sorriso largo e un accento ancora acerbo:

“Forza Benevento!”