Il Benevento si trova davanti a un compito inevitabile: smontare una rosa gonfiata oltre ogni logica prima ancora di pensare a chi portare dentro. La società ha capito che non si costruisce nulla con quaranta contratti attivi e un monte ingaggi che non ha senso per una squadra che deve ripartire in Serie B. Per questo la prima fase del mercato non sarà creativa, ma chirurgica.

Le prime decisioni sono già state prese senza esitazioni: Russo e Nardi non faranno parte del nuovo ciclo, mentre Ceresoli rientrerà all’Atalanta perché il riscatto fissato è fuori scala. L’unico spiraglio riguarda un eventuale nuovo accordo, ma solo se l’Atalanta accetterà condizioni completamente diverse. Della Morte, invece, torna al Vicenza senza ulteriori discussioni: la lista over non perdona e il Benevento non può permettersi sentimentalismi.

Nel frattempo stanno rientrando undici giocatori dai prestiti, ma nessuno di loro avrà spazio. È un flusso di ritorni puramente burocratico: la società li smisterà altrove appena possibile, anche se servirà pazienza perché il mercato è fermo ovunque, tra club senza direttori sportivi e panchine ancora vuote.

A questo gruppo si aggiungono altri nomi che non rientrano nel progetto: Borghini e Manconi, entrambi con contratti lunghi ma fuori dalle idee tecniche; Celia, che dopo il rinnovo automatico si ritrova con un ingaggio pesante e un ruolo che non esiste più nel sistema che Floro Flores vuole adottare; Sena, che deve andare a giocare; e uno tra Kouan e Talia, con quest’ultimo più vicino alla porta.

Sommando tutto, il Benevento ha già superato la soglia dei venti giocatori destinati a uscire. E non è un numero definitivo: è solo la base da cui partire per riportare la rosa a una dimensione normale.

Restano due casi sospesi. Esposito, che ha richieste in Serie C ma verrà ceduto solo se arriverà un portiere in grado di mettere pressione a Vannucchi. E Carfora, che il Pineto vorrebbe inserire in una trattativa, ma che verrà giudicato direttamente in ritiro prima di prendere una decisione.

Il Benevento, in questo momento, non può comprare. Prima deve svuotare. Solo dopo potrà costruire una squadra vera.