Pietro Maiellaro, in esclusiva al Corriere Sannita, ha spiegato cosa lo ha convinto del ritorno in Serie B del Benevento. Per l’ex fantasista, il punto chiave è la continuità: «Vincere non è mai facile, ma questa squadra è stata la più costante. Ha meritato la vittoria del campionato».
Il cambio in panchina, arrivato in un momento delicato, ha segnato la stagione. L’ingresso di Floro Flores, alla sua prima vera esperienza alla guida di una prima squadra, ha inciso soprattutto sul piano mentale. «Ha saputo lavorare sulla testa dei giocatori» racconta. «Prendere una squadra in corsa non è semplice, ma ha trovato un gruppo maturo e ha saputo toccare le corde giuste». E la sintesi è chiara: «Chi vince ha ragione. La squadra era forte e lo ha dimostrato».
Il pensiero torna anche alla sua esperienza in giallorosso, segnata da una promozione sfuggita all’ultimo atto. «Mi sarebbe piaciuto vincere un campionato a Benevento» confida. «Avevamo i presupposti, poi è successo di tutto. La finale play-off l’abbiamo persa per qualche ma ormai fa parte del passato».
Allargando lo sguardo al calcio contemporaneo, nota un cambiamento profondo. «Oggi manca la tecnica, e lo dicono anche gli addetti ai lavori» afferma. La critica più netta riguarda la costruzione dal basso: «La fanno tutti, dalla promozione alla Serie A. È diventato stucchevole. Senza qualità non puoi fare quel gioco».
Nel valutare i protagonisti della stagione, individua due figure chiave: Maita, del quale apprezza la leadership silenziosa: «È un giocatore affidabile, serio, uno che dà equilibrio e si prende le sue responsabilità. È capace di guidare il gruppo nei momenti più delicati» e La Mesta, che ha portato imprevedibilità e strappi decisivi. «Mi ha impressionato per velocità, gamba e capacità di puntare l’uomo». In un calcio che tende a uniformarsi, dove il dribbling è diventato quasi un lusso, un profilo così diventa un’arma tattica preziosa. «Ha qualità importanti. Gli manca solo qualche dettaglio da rifinire per compiere il salto definitivo».
Guardando alla prossima stagione, la ricetta è chiara: «Quando vinci un campionato, il 70% della squadra va confermato. Saranno importanti ritocchi mirati».
Un altro elemento che sottolinea Maiellaro è la struttura societaria. «La società è forte e il presidente sa il fatto suo». Avere una dirigenza stabile e una piazza calorosa e competente, sono ingredienti che possono trasformare una promozione in un progetto duraturo.
Il legame con Benevento resta profondo. «Ho lasciato amici e ricordi importanti» confida. E nonostante il rammarico per quella promozione sfumata ai play-off, il sentimento prevalente è l’affetto. L’augurio finale è carico di fiducia: «Il livello si alza, ma il Benevento è pronto per fare un ottimo campionato».













