E’arrivato il momento delle decisioni, quello della chiarezza e di porre fine ai rinvii. Lo pretendono e lo chiedono milioni di tifosi, migliaia di famiglie che vivono con il calcio da calciatori, allenatori, medici, magazzinieri, giardinieri, direttori sportivi, procuratori e altro, gli sponsor, le tv e chi sborsa fior di quattrini come i dirigenti o le finanziarie che stanno alle spalle. A prescindere da quelle che saranno le decisioni del Governo che a sua volta ha demandato il tutto al comitato scientifico, la Figc deve venir fuori con un regolamento ben preciso e delineato, un calendario, fissare dei punti ben precisi a prescindere da coronavirus, Conte e tutto il resto. Gravina, liberandosi dalle zavorre a livello politico o di pressione di dirigenti o presidenti che puntano a fare i diritti delle rispettive società con Lotito in testa, deve stabilire delle regole. Se non si riprende per i veti governativi e legati alla salute, cosa accade: annullamento campionati o cristallizzazione delle classifiche con promozioni e retrocessioni. In questo caso chiaramente dovrebbero anche prevedere degli aspetti giuridici che vadano a bloccare eventuali ricorsi per fare in modo che si possa poi iniziare la nuova stagione. Oppure se quest’ultimo aspetto da un punto di vista di diritto sportivo non può essere evitato si può anche decidere di sospendere tutto e riprendere il campionato da dove era stato bloccato eventualmente a agosto o settembre o ottobre. In questo caso nessuno verrebbe danneggiato e si creerebbero i presupposti per programmare la nuova stagione per tempo. Insomma, le opzioni non mancano e giocoforza in mode della salute e del lavoro che sono prioritari rispetto al calcio ed a tutto il resto, tutti accetterebbero con motivazioni attendibili. Ma obiettivamente continuare con questo stillicidio che sta facendo perdere, tra l’altro, anche credibilità al sistema calcio non ha senso.

Basta, dunque, vogliamo normative e decisioni lineari, trasparenti e logiche in attesa degli eventi legati al virus…