wandIl Wand collettivo ‘LGBTQIA Benevento’ ringrazia tutta la cittadinanza beneventana e le associazioni, campane e non, che sabato 6 giugno hanno preso parte al Benevento Campania Pride.

Grazie a Giulia Innocenzi e Carlo Gabardini che ci hanno messo la faccia, è stato un onore per noi condividere questa esperienza con loro e ospitarli nella nostra città. Grazie alla nostra addetta stampa. Grazie agli artisti che hanno offerto il loro lavoro al servizio del Pride, grazie alle persone che in questi mesi hanno collaborato con noi perché si realizzasse un percorso di avvicinamento al Pride, un percorso fatto di incontri e dibattiti che hanno toccato temi come la transessualità e il coming out, temi probabilmente mai toccati in maniera così massiccia in questa città. Si è aperto uno spazio di dibattito e riflessione e questo probabilmente è stato il risultato più importante di questo Pride. Ieri abbiamo dimostrato che Benevento non si piega al grigiore provinciale, abbiamo dimostrato che questa città non è di chi semina odio e discriminazione, di chi con i paraocchi del bigottismo vuole imporre un modello di vita, di famiglia, uguale per tutti. Questa città è nostra, e per nostra intendiamo di noi che siamo consapevoli che il cambiamento può esserci, ma va sudato e conquistato.

Eravamo in 750 dice la questura, 2500 dice qualcun altro. Poco importa, eravamo tanti, anzi tantissimi. Eravamo tantissimi se consideriamo che a pochi chilometri di distanza da noi c’era una manifestazione in cui venivano recitati rosari riparatori per noi poveri sodomiti. Eravamo tantissimi e ci siamo fatti sentire, abbiamo fatto sentire che ci sono dei diritti che vanno garantiti ad ogni essere umano. E che noi questi diritti li vogliamo, ora! Vogliamo assistere i nostri figli quando staranno male, anche se non siamo i loro genitori biologici, vogliamo baciare la persona che amiamo senza aver paura degli sguardi, vogliamo sposarci e andare a lavorare senza l’obbligo di nascondere una parte di noi. Vogliamo che nessun adolescente si senta più colpevole di quello che è, che nessuna persona transessuale sia costretta a prostituirsi perché non trova un lavoro. Vogliamo dire che la normalità non esiste, perché deriva da norma, e la norma è data da numeri e gli esseri umani non sono numeri.

Qualcuno ci ha detto che abbiamo fatto una piccola rivoluzione. Noi vogliamo ringraziare chi ha contribuito a questa rivoluzione, perché nessuna rivoluzione cammina da sola, ma ha bisogno di tante gambe e tanti occhi e tante idee, e tanti sogni. “Ciascuno cresce solo se sognato” diceva una poesia di Danilo Dolci, noi vogliamo far crescere questa città e quindi vogliamo continuare a sognare.
Il Pride è stato solo un punto di partenza. Abbiamo molte idee da realizzare per portare avanti il contrasto delle discriminazioni, vogliamo portare il messaggio lanciato sabato tutti i giorni, nelle scuole, nelle strade, nei bar, nei nostri condomini.

Ci dimostriamo molto dispiaciuti per l’assenza delle istituzioni al Benevento Campania Pride. Il Benevento Campania Pride, coorganizzato dal comune, nato con l’intenzione di portare in città il dibattito sulle unioni civili, ha visto le istituzioni aperte al dialogo e alla collaborazione, sia morale che economica ma non ha poi avuto il riscontro sperato nel momento della manifestazione. Aspettavamo sul palco il Sindaco Fausto Pepe o, in alternativa, un rappresentante delle istituzioni per confrontarsi con noi, con i partecipanti alla manifestazione. Ma così non è stato. La presenza delle istituzioni è importantissima in manifestazioni come queste affinchè si possa aprire il dialogo con i cittadini che tramite il Pride invocano a gran voce, con la sola presenza, che i diritti siano uguali per tutti. Vogliamo che le istituzioni prendano una posizione netta e coerente in merito ai diritti civili negati al mondo LGBT+ perchè non è possibile patrocinare e il pride e dopo qualche giorno presenziare ad un convegno contro le famiglie omogenitoriali

Benevento ieri ha lanciato un grido e questo grido non può essere ignorato.