profNella notte tra venerdì e sabato scorsi è stato votato, dalla commissione Affari costituzionali, un emendamento al decreto Madia sulla Pubblica Amministrazione che mette la parola fine alla intricata e spinosa vicenda dei circa 4.000 lavoratori della scuola, insegnanti e personale tecnico e amministrativo, che due anni fa dovevano andare in pensione ma che, per quello che è stato riconosciuto come un errore nella norma, sono rimasti incastrati nelle maglie lavorative, bloccati nelle aule dalla ‘riforma Fornero’ che cambiava in corsa i requisiti per la pensione. Ora, dopo un passaggio che sembra scontato in commissione bilancio e una veloce approvazione al senato, non appena il decreto sulla Pubblica Amministrazione sarà diventato legge, si stima entro l’8 o il 9 agosto, potranno richiedere di andare in pensione dal primo settembre 2014. Questi lavoratori, però, non avranno immediatamente diritto al TFR, la cosiddetta liquidazione, che arriverà solo entro due anni. La riscossione della liquidazione, infatti, sarà rinviata al momento in cui avrebbero dovuto andare in pensione secondo i criteri Fornero.

“Questo emendamento – commenta Fioravante Bosco, segretario generale aggiunto della Uil Avellino-Benevento – inizia a correggere le storture della legge Fornero sulle pensioni. Speriamo che vada in porto per davvero e che già dal prossimo settembre i 4.000 professori bloccati possano esaudire la loro ambizione. A questo va aggiunto che i 4.000 posti potrebbero essere rioccupati con nuove assunzioni. Gli uffici della Uil, della Uil scuola e del patronato Ital resteranno a disposizione di quanti avranno bisogno della compilazione della domanda di pensione di anzianità”.