ricci-300x202[1]Il presidente della Provincia di Benevento Claudio Ricci ha illustrato le iniziative che la Provincia sta ponendo in campo e le sue proposte dopo gli eventi alluvionali dello scorso mese di ottobre. Ricci lo ha fatto intervenendo presso il Seminario arcivescovile ‘Giovanni Paolo II’ di Benevento al Convegno sul tema ‘Contrada Pantano, cuore e polmone verde di Benevento: dal disastro alluvionale alle nuove prospettive di sviluppo’, nel corso del quale è stato anche osservato un minuto di silenzio in onore delle vittime delle stragi di Parigi da parte dell’Isis.

Il presidente innanzitutto si è complimentato con i promotori dell’iniziativa e con i relatori intervenuti, in particolare con i tecnici, l’architetto Franco Bove e l’ingegnere Feliciano Cefalo, per le brillanti analisi scientifiche e le interessanti proposte formulate per evitare future catastrofi dopo quelle di ottobre. Ricci ha ricordato che, già nelle ore immediatamente successive alle piene che hanno travolto numerosi centri del Sannio, la Provincia, su sua disposizione e grazie all’abnegazione dei tecnici e dei funzionari dell’Ente, ha avviato lavori di somma urgenza, con la procedura dei ‘debiti fuori Bilancio’ per tentare di alleviare almeno i disagi maggiori delle popolazioni colpite. Sono già in corso i lavori per il ripristino delle condizioni minime di sicurezze in alcune aree del Fortore e del Tammaro particolarmente colpite, come quelle dei ponti Setteluci e Treluci sul Fiume Fortore o a Ponte Calise in prossimità di San Giorgio la Molare. Ricci ha tuttavia ribadito che con i soldi a disposizione dell’Ente non è assolutamente nemmeno ipotizzabile un intervento per il ripristino di 500 chilometri di strada provinciale che sono stati distrutti. Egli ha citato il caso della comunità di Casalduni isolata perché, a 20 giorni dagli eventi alluvionali, un ponte non ha retto allo stress subito per la furia delle acque.

Sulla scorta dei dati tecnici forniti all’uditorio da Bove e Cefalo, inoltre,  si consiglia di rivedere con urgenza le norme regionali che regolano la pulizia e la manutenzione dei corsi d’acqua, consentendo di dare avvio a quelle proposte che la stessa provincia aveva formulato nei mesi scorsi, ma che non era stato possibile accogliere. Ricci non ha mancato di evidenziare che, per quanto è successo, vi sono comunque precise responsabilità rispetto alla gestione ed all’uso del territorio ed ha auspicato che le drammatiche vicende dei giorni scorsi, possano avere almeno lo scopo di riposizionare, così ha detto, la nostra cultura e le nostre politiche sull’ambiente verso un maggiore rispetto del paesaggio, delle colline, delle penetrazioni vallive e dei nostri fiumi.