PaduliEnnesimo caso di truffa on line a discapito di un ignaro acquirente scoperta dai Carabinieri della Stazione di Paduli che hanno smascherato l’autore di una truffa on line ai danni di un 24enne che, dopo avere pagato il truffatore, non ha mai ricevuto quanto ordinato.

Il ragazzo, residente nel piccolo Comune sannita, aveva visto su un famoso sito di acquisti on line l’annuncio di vendita di quattro gomme per mezzi agricoli, peraltro di buona marca.
Attirato dal prezzo allettante, il giovane si è messo in contatto con il venditore che gli ha confermato l’offerta di vendita e la buona qualità della merce convincendolo, infine, sul vantaggioso affare.
A questo punto il giovane ha corrisposto al venditore la somma di € 1.000 accreditandola su una carta Poste-Pay e dopo avere ricevuto ampie assicurazioni dal truffatore circa la spedizione delle merce acquistata, è rimasto in attesa della consegna.
Dopo alcuni giorni il ragazzo, non vedendo arrivare la merce, ha tentato di contattare il venditore senza ottenere risposta: anzi dal sito internet era stata addirittura cancellata l’inserzione; per cui al giovane non è rimasto altro da fare che recarsi dai Carabinieri per sporgere denuncia.
I Carabinieri, dopo avere raccolto la denuncia, hanno avviato le indagini per risalire all’identità del truffatore identificandolo in un pregiudicato di 37 anni residente in provincia di Brescia accertando anche l’esistenza a suo carico di precedenti specifici.
I Carabinieri, nell’occasione, ricordano ai cittadini vittime di tali raggiri che su internet nessuno è anonimo, in quanto ogni utente è associato a un numero IP utilizzato per collegarsi al web. Se si è quindi caduti in una finta vendita on-line si può riuscire ad arrivare al responsabile e chiamarlo in causa quantomeno per il risarcimento del danno subìto. La prima cosa da fare, quindi, è quella di raccogliere le prove (stampa della pagina web in cui era presente l’annuncio, eventuali risposte e-mail, numeri di telefono) e presentarsi alla più vicina Stazione per sporgere una regolare denuncia. Il resto lo faranno poi, come nell’odierno caso, le indagini dei Carabinieri.