SDCIl personale addetto alle verifiche agroalimentari del Corpo Forestale dello Stato, in collaborazione con la  Sezione di polizia Giudiziaria aliquota dello stesso Corpo, venuti a conoscenza del fatto che dalla Bulgaria proveniva notevole quantità di vino che risultava immesso nel mercato interno, hanno avviato un’accurata indagine coinvolgendo negli accertamenti anche l’Ispettorato Repressione Frodi di Napoli.

Dalle indagini è emerso che un’impresa attiva nella distribuzione di vino immetteva sul mercato ingenti quantità di bottiglie recanti abusivamente la denominazione ‘Falanghina’ e ‘Aglianico’ beneventano Igp.
Contemporaneamente gli ufficiali hanno accertato che la quantità di vino immessa nel mercato non era proporzionale alla produzione ed all’imbottigliamento ad opera della medesima impresa. Pertanto i militari hanno sottoposto a sequestro i registri aziendali.
Ulteriori indagini sono state espletate a Firenze, Ercolano, Frattamaggiore ed in altre località.
A ciò ha fatto seguito anche l’emissione di decreto di sequestro preventivo del vino valido nell’intero territorio nazionale. Le persone deferite all’Autorità Giudiziaria sono cinque ed i reati ipotizzati sono quelli previsti dal Codice Penale di:

  • reato continuato (art. 81)
  • concorso in reato (art. 110)
  • falsità materiale commessa dal privato (art. 482)
  • frode nell’esercizio del commercio (art. 515)
  • contraffazione di indicazioni geografiche denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari (art. 517-quater)

Le bottiglie di vino sottoposte a sequestro a livello nazionale sono circa ottantamila.
La sostanza alimentare, comunque, non risulta nociva per la salute pubblica, sebbene presenti qualità sostanzialmente diverse da quelle indicata in etichetta con conseguente inganno al consumatore.