jobs actLa fotografia scattata oggi dall’Istat sull’occupazione, quasi un giovane su due è senza lavoro, dimostra ancora una volta come il ‘Jobs Act’ dovrebbe incentrarsi a rafforzare il sistema delle politiche attive e promuovere buone forme flessibili d’inserimento lavorativo come l’apprendistato, anziché concentrarsi sulla riduzione delle tutele. I dati sull’occupazione giovanile,  che ci portano indietro di 37 anni, suonano come un vero campanello d’allarme sull’efficacia delle azioni messe in campo con la ‘Garanzia Giovani’, provvedimento tanto sbandierato dal governo Renzi. Per questo è improcrastinabile un rafforzamento in termini di risorse umane e finanziarie dei Centri per l’impiego, il rafforzamento del collegamento scuola/lavoro, insieme con la definizione della strategia sulla ‘specializzazione intelligente’, ovvero una nuova politica industriale, che dovrebbe essere basata su ricerca e innovazione.
In base a quanto detto, Fioravante Bosco, segretario generale aggiunto Uil Avellino/Benevento, dichiara: “Si deve intervenire immediatamente con un vero piano di rilancio dello sviluppo e dell’occupazione, per dare un po’ di ossigeno alle imprese, sostenendole con la possibilità di un accesso al credito più facile, con l’investimento di risorse per finanziare infrastrutture, ricerca e innovazione. Servono investimenti e progetti immediati e mirati su questi settori, utilizzando gran parte dei fondi europei ancora da spendere, nonché quelli della prossima programmazione”.