I migliori in campo, in un pomeriggio da incubo per la squadra giallorossa, sono stati i tifosi giallorossi. Non solo perchè ne erano in 1.500, ai 1.331 della curva sud vanno aggiunti i tanti presenti in tribuna, ma per la nuova dimostrazione di grandezza, passione, attaccamento. A fine gara, dopo un 4-0 mortificante che avrebbe zittito chiunque, hanno lasciato sbalordito l’intero stadio e in particolare i rivali abruzzesi che mentre festeggiavano per l’impresa della roboante vittoria dei loro beniamini, si sono zittiti nel sentire e vedere lo spettacolo offerto dalla curva sud colorata di giallorosso. Tutti e diciamo tutti, a squarciagola e ritmato da battimani hanno cantato quello che è diventato anche l’inno giallorosso. Uno spettacolo stupendo, unico, commovente e diremmo anche anacronistico dopo una sconfitta così pesante
“…che vinca o che perda, noi siamo sempre qua. A sostener la maglia… sarà quel che sarà. E se sarà sudata, onori la città, difendi i miei colori la mia mentalità! Alè stregone alè, alè stregone alè, ale stregone alè stai sempre insieme a me”. Un coro che è stato cantato con il cuore e che durato alcuni interminabili e meravigliosi minuti. Una ennesima prova d’amore ed affetto, oltre che di maturità. Senza contestazioni, polemiche o fischi, un modo per incoraggiare e spingere i giallorossi a preparare l’immediato riscatto.
Ecco, loro, i tifosi, sono stati da primo posto anche all’Adriatico di Pescara e la loro partita l’hanno stravinta in tutti i sensi. C’è questo da cui ripartire e proprio loro, con quel comportamento, hanno dato lo spunto a Inzaghi ed ai suoi giocatori… Appuntamento a mercoledì sera contro la Cremonese ma è importante al di là del mea culpa che Inzaghi e band rivedano certi errori e certi assetti perchè in questo momento l’errore più grande che equivarrebbe ad un tradimento verso questi splendidi tifosi sarebbe quello della presunzione. Pensare solo che sia stata una giornata no, forse, sarebbe delittuoso…












