Una vittoria cercata, voluta e vissuta con intensità fino all’ultimo minuto. Floro Flores, protagonista in panchina, non nasconde la soddisfazione per la prova della sua squadra, ma allo stesso tempo evidenzia ciò che ancora può essere migliorato.
Il tecnico ha spiegato come l’obiettivo fosse chiaro fin dall’inizio: vincere, senza pensare a calcoli o risultati utili.
«Noi prepariamo sempre le partite per vincere, non per pareggiarle», ha dichiarato Floro Flores, soffermandosi anche sull’importanza mentale della prossima sfida di Vicenza, dove servirà un solo risultato: il successo.
Durante la gara, il mister è apparso particolarmente coinvolto, spesso richiamando i suoi giocatori dalla panchina. Una tensione figlia della voglia di chiudere prima una partita rimasta aperta troppo a lungo.
«Mi sono arrabbiato perché spesso sbagliamo l’ultima scelta. Quando non chiudi la gara, rischi di tenerla in bilico e basta un episodio per complicarti tutto».
Tra i temi affrontati anche la squalifica di Maeda per la trasferta di Vicenza, dopo l’ammonizione da diffidato. Floro Flores, però, predica serenità:
«Dispiace, perché è un giocatore importante, ma chi lo sostituirà sarà all’altezza. Ho piena fiducia nel gruppo».
Il momento più significativo arriva però nel finale, quando in collegamento entra Cristian Bucchi, oggi allenatore dell’Arezzo, in un ideale passaggio tra passato e presente.
Bucchi spende parole importanti per Floro Flores e per il lavoro svolto in stagione: «Ha fatto qualcosa di straordinario. È arrivato in un momento delicato, ha conquistato la fiducia della squadra e ha proposto un calcio offensivo, cosa non facile in queste categorie».
Poi anche una battuta che fotografa stima e amicizia:
«Lui ci ha messo sei mesi, io quindici anni per vincere un campionato».
L’allenatore dell’Arezzo sottolinea soprattutto l’identità offensiva costruita da Floro Flores, capace di valorizzare tanti giocatori d’attacco e di portare la squadra ad avere numeri realizzativi di alto livello.
Parallelamente, Bucchi racconta anche il percorso dell’Arezzo, una piazza storica riportata in alto dopo anni complicati:
«Abbiamo rincorso la nostra storia e riportato una società gloriosa nella categoria che merita».
Non manca poi un passaggio emotivo sul suo legame con Benevento, città in cui Bucchi ha lasciato ricordi importanti:
«Torno sempre volentieri. Ho trovato persone che mi hanno dato tanto e che porto ancora nel cuore».
Infine, il saluto più sincero proprio a Floro Flores:
«Gli auguro tutto il bene del mondo, perché se lo merita come allenatore e come persona»
Più che una semplice intervista post-partita, un confronto tra due allenatori uniti dal rispetto reciproco, dalla voglia di costruire calcio e dalla capacità di riportare entusiasmo in piazze ambiziose.













