“Un intervento urgente relativo ai fondi per la contrattazione decentrata per regioni e autonomie locali, evitando così ricadute pesanti sul trattamento economico dei dipendenti e per tutelare l’erogazione di servizi fondamentali ai cittadini”, a chiederlo ai Ministri Madia, Boschi, Padoan e Baretta sono state Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl nazionali.
“In questi anni gli spazi negoziali della contrattazione integrativa nel comparto regioni – autonomie locali sono stati fortemente compromessi, non solo per effetto del blocco della contrattazione nazionale e integrativa, ma anche a causa della sovrapposizione di norme che sono entrate in evidente contraddizione con l’impianto del contratto nazionale. A ciò si aggiunge il sistema sanzionatorio a cui molti enti, che vanno incontro a processi di riordino, sono assoggettati. Questo ha generato nei fatti la decurtazione delle risorse dedicate alla contrattazione integrativa nelle principali realtà d’Italia, un fatto che sta avendo effetti drammatici sul trattamento economico del personale, nonché sulla garanzia di servizi fondamentali per la cittadinanza – dichiara Antonio Pagliuca, segretario responsabile della Uil Fpl di Benevento. E’ evidente – conclude Pagliuca – la necessità, in attesa che la chiusura della tornata contrattuale individui le necessarie soluzioni, di creare le condizioni per poter evitare le ricadute paventate. In tal senso è opportuno ritornare, attraverso puntuali modifiche, sull’efficacia dell’articolo 4 del decreto legge n. 16/2014, così come è opportuno evitare la gamma di sanzioni che si applicherebbero agli enti soggetti al processo di riordino istituzionale. Difatti, sulle province la questione è ancora più negativa poiché la Ragioneria generale dello Stato vorrebbe un taglio retroattivo delle risorse rispetto alle cessazioni avvenute, già a partire dal 2015.”












