overDOORSIl trombettista Luca Aquino ha pubblicato il suo terzo album, ‘OverDOORS’, prodotto dalla Tǔk Music (distribuzione Ducale Music) di Paolo Fresu.
Il disco è un personale tributo alla sua rock band preferita, The Doors, ed arriva dopo l’esperienza di aQustico e due anni trascorsi in tour mondiale con il gruppo del batterista Manu Katché.
Il suono riparte dall’esperienza nordica di Chiaro ma ugualmente prosegue verso una nuova direzione. Le riletture del repertorio dei The Doors sono libere e disinvolte, Aquino prende spunto dalle melodie originali per renderle proprie e creare qualcosa di inedito con arrangiamenti grintosi.
Ad accompagnarlo in questa avventura ci sono Dario Miranda al basso elettrico, Antonio Jasevoli alla chitarra e Lele Tomasi alla batteria.
Tre sono gli indispensabili camei vocali: Petra Magoni, Carolina Bubbico e Rodolphe Burger.
La passione di Aquino per il rock risale ai suoi primi ascolti musicali; scopre infatti Miles Davis e Chet Baker in un secondo momento e solo successivamente si appassiona al jazz, mantenendo sempre un approccio trasversale dove elementi come rock ed elettronica si fondono in maniera naturale alla musica afroamericana.
Leggiamo nelle note di copertina che “Nel jazz sono di moda i tributi e oggi il trend è dichiararsi rocchettari. Per queste ragioni ho frenato, a lungo, il desiderio di dedicare un album ai Doors, la mia band preferita in assoluto. Poi ha prevalso l’amore per Jim Morrison e compagni.
OverDoors è maturato con forza tra alcune difficoltà. Il primo dubbio è sorto sulla scelta dei brani: li avrei rivisitati tutti. L’altra profonda indecisione che ha echeggiato sui miei pistoni è stata, invece, alimentata dalle diverse possibilità di rilettura dei brani della storica band californiana. Un’unica domanda per mesi: un approccio da cover o un’autonoma rielaborazione musicale? Alla fine ho percorso entrambi i sentieri, calzando Converse, sentendomi libero di sviscerare e ricomporre Light My Fire, ma anche di cantare alla lettera e soffiare melodie eteree ed eterne come Blue Sunday e Yes, The River Knows. Sono curioso di far ascoltare il groove di Waiting fot the Sun a Carlo, Piero e agli altri amici con i quali, seduti su una panchina, sognavamo volando sulle note di LA Woman”.