DON RAFFAELE PETTENUZZO“Elemento comune per costruire un dialogo interreligioso è la ragione. Per non soccombere bisogna imparare a convivere con le diversità di cui siamo fatti”. Questi in sintesi i concetti lanciati da don Raffaele Pettenuzzo, teologo e scrittore nonché parroco di Paupisi,  nel corso del ‘Dialogo del Futuro’, un incontro che si è tenuto  nelle sale di Futuro Quotidiano, in cui si è discusso delle motivazioni alla base dei fatti accaduti a Parigi lo scorso 8 e 9 gennaio e di quali possono essere le basi su cui costruire un dialogo costruttivo che possa scaturire nella pace. Un parterre composto da giornalisti e da esponenti delle comunità religiose come il corrispondente di Liberation, Eric Jozsef, dal Presidente della Comunità Ebraica, Riccardo Pacifici, da Samir Al Qaryouti di France 24, Lisa Palmieri Billig del Vatican Insider, dall’inviato della radio nazionale israeliana Yossi Bar, dal direttore de La Croce, Mario Adinolfi e appunto da don Raffaele Pettenuzzo. Identità e libertà sono state le parole chiave su cui si è incardinato il dialogo fra i relatori, ognuno con la propria esperienza e il proprio background personale. Non è mancato poi il dibattito sulla fede islamica ed infine a chiudere la discussione è stato proprio il parroco paupisano, don Raffaele, che si è soffermato sul ‘dialogo del futuro, da dove cominciare’: “Nessuno di noi ha la verità in tasca – ha esordito don Raffaele Pettenuzzo – siamo alla ricerca di verità e di un modo migliore per convivere insieme. Da che cosa partiamo per costruire questo dialogo? L’elemento comune è ragione. La ragione non è irrazionale e la violenza è fondamentalmente irrazionale. Ciò significa che una ragione secolarizzata deve fare apertura verso l’altro, non concepire le religioni come sottoculture ma come realtà esistenti che hanno dignità di interrelazione per costruire dialogo. La ragione – ha concluso – è fondamentale per aprire un dialogo”.