mosaico corriereLeggendo un articolo apparso sul Corriere del Mezzogiorno lo scorso 26 Gennaio, ho appreso che la Campania detiene il record nel Sud quanto ai Contratti di Sviluppo. Nell’intera regione, infatti, ben nove sono quelli stipulati, ma tra le cinque province solo il Sannio sembra esserne rimasto fuori.

Ricordiamo, a tal proposito, che i Contratti di Sviluppo sono un mezzo che favorisce importanti investimenti nel settore industriale, turistico e di tutela ambientale, passando attraverso i compiti della ‘Agenzia nazionale per l’attrazione di investimenti e sviluppo d’impresa’, sottoposta al controllo del ministero dell’Economia. Tra gli obiettivi principali dell’Agenzia ci sono la captazione degli investimenti esteri, promuovere la crescita del sistema produttivo offrendo sostegno all’innovazione e promuovere la crescita dei territori valorizzandone le peculiari potenzialità.

Dicevamo che molti sono stati finora i Contratti approvati in Campania e che i partner coinvolti sono di grande spessore, così come molto elevati risultano essere gli investimenti accordati. Ci chiediamo, dunque, perchè ancora una volta il nostro Sannio resta ai margini di tutto ciò? Ritengo che, senza ricorrere alle solite banali scuse che negli anni hanno fatto assumere a noi sanniti la veste di vittima di un sistema napolicentrico o che in larga parte favorisce le altre province campane a quella di Benevento, la causa di ciò sia da ricercare nell’inattività dei nostri rappresentanti politici. Osservando il passato, infatti, a me sembra che al sannita piaccia starsene arroccato sulla propria montagna o collinetta che sia, aspettando che dall’alto piovano investimenti e proposte. A me pare che i nostri politici abbiano, negli anni, pensato più al proprio ‘orticello’ che al benessere ed al miglioramento della collettività, pensiero che trova conforto in un ‘grande’ esempio del passato: De Mita, l’uomo che ha reso possibile il passaggio dell’autostada ta curve e montagne piuttosto che in un territorio più pianeggiante come quello della Provincia beneventana. Mi preme sottolineare a questo proposito che le mie sono pure digressioni, senza per questo voler entrare nel merito della ‘buona’ o ‘cattiva’ politica. Veniamo dunque ai nosti giorni. Sembra che ora qualche cosa stia cambiando, sembra che i nuovi politici beneventani (che in realtà poi sono sempre i ‘vecchi’) si stiano dando un bel da fare per risollevare il nostro Sannio promuovendo, grazie a piccoli grandi miracoli statali come il decreto ‘Sblocca Italia’, proprio azioni in quei settori sopra indicati: industriale, turistico e di tutela ambientale. Sarà forse la volta buona? Sarà forse il caso di recuperare la nota espressione “Morto un Papa se ne fa un altro” e pensare che morto un Data Center si fa il raddoppio della Telesina? Ai posteri l’ardua sentenza…nel frattempo noi ci mettiamo comodi!