Amata o odiata la città di Benevento conserva sempre il suo indiscutibile fascino e, questa volta, ad apprezzarla e a sottolinearne la seducente bellezza e l’indiscussa storicità è una giovane ragazza, della quale pubblichiamo il seguente articolo:

“Beneventi o bentornati miei cari lettori, oggi ho deciso di raccontarvi la storia di una meravigliosa città dalle tante epoche e dalle mille sfumature inizialmente chiamata “Maloenton” dalle popolazioni osco-sannitiche per poi essere ribattezzata dagli antichi romani “Maleventum” e successivamente “Beneventum”.

Benevento vanta resti di antichità egizia, romana e longobarda. L’inizio del nostro viaggio e della nostra avventura ha inizio con la civiltà egizia. A Benevento, infatti, troviamo un bellissimo museo dedicato alla dea egizia Iside, chiamata “signora di Benevento”. Ella è la dea della maternità, fertilità e della magia, visitando il museo, infatti, da subito ci renderemo conto che quel pizzico di magia è ancora li, intento a stupirci ed emozionarci

Ora facciamo un salto nel tempo e giungiamo all’epoca romana, Benevento offre il suo massimo splendore in quest’epoca. Quello che mi piacerebbe raccontarvi è l’Arco di Traiano dedicato appunto all’imperatore Traiano vissuto dal 53 d.c al 117 d.c.L’Arco è un monumento celebrativo realizzato in occasione dell’apertura della via traiana che segna il passaggio tra Benevento e Brindisi. Osservando dal basso il monumento si possono chiaramente vedere incisi i volti e i corpi dei cittadini, è emozionate pensare che quelle persone sono realmente esistite che hanno camminato sulle nostre strade, ammirato i nostri paesaggi, pregato nelle nostre chiese vissuto dove noi viviamo. Li dove scorre la nostra vita, prima di noi tanto tempo fa, un romano si sedeva e contemplava la bellezza di Beneventum, a distanza di secoli ammiriamo le bellezze che ci hanno regalato e lasciato.

Parliamo ora di un altro popolo forte e battagliero i longobardi; analizziamo con cura ciò che ci hanno lasciato: prima fra tutti la Chiesa di Santa Sofia, uno dei simboli della città. Risalente a circa il 760 d.c., la Chiesa di Santa Sofia è stata proclamata patrimonio dell’Unesco. Anche qui, dinanzi a questo magnifico monumento le emozioni prendono il sopravvento. Immaginiamo i longobardi che si riuniscono per pregare, persone diverse, vite diverse, menti diverse ma li uniti con un unico scopo. Uscendo dalla chiesa e dirigendoci verso le mura longobarde, la mia mente prova ad immaginare il tempo occorso e la fatica sentita, pietra dopo pietra, mattone dopo mattone, per costruire un muro di cinta a difesa della propria città e della propria civiltà.

Anche se ora vado contro l’etica della cronologia ho voluto lasciare l’elemento che in assoluto mi suscita maggiore emozione. La cosa più bella che questa città ci regala è la vista del Teatro Romano. Sedendoci sulle gradinate un venticello fresco ci accarezza il viso, facendoci chiudere istintivamente gli occhi, il presente scompare il passato ritorna facendoci vivere delle emozioni uniche. Immaginiamo un romano che entra in scena con la maschera in viso ed il costume indosso, le stelle in cielo che illuminano questo spettacolo, il pubblico si alza in piedi applaude e rimaniamo incantati dalla magica dell’atmosfera.

Girovagando tra le strade beneventane si può notare come questa città sia assolutamente senza tempo, sembra che tutto sia fermo a quel tempo vissuto, tutto giace li immobile in attesa di essere raccontato, descritto contemplato. Ogni pietra ogni angolo, ogni strada, ogni monumento ci racconta qualcosa.  

È davvero bello ed emozionante pensare che li dove noi guardiamo, osserviamo e fotografiamo le bellezze storiche di questa meravigliosa città, oltre mille anni fa un semplice cittadino romano passeggiava senza mai immaginare come noi a distanza di secoli avessimo cosi tanto desiderio di conoscere la sua storia.

La meraviglia che la citta di Benevento ti offre non è solo rappresentata dalla vista degli splenditi monumenti presenti, ma soprattutto dalle emozioni che essi ti suscitano”.

Articolo scritto da Silvia D