L’involuzione dei giallorossi a partire dalla gara di coppa contro il Monza, al di là del fatto che siamo ancora in fase di rodaggio e di sistemazione di forma e condizione atletica, purtroppo non è un fatto isolato. Il punto va bene e in queste condizioni vale oro colato, ma è evidente che la squadra che ha ottime individualità, tanto da far definire giustamente il Benevento una “corazzata” dagli addetti ai lavori, è attualmente senza una precisa identità. Il modulo, gli equilibri, l’utilizzo di alcuni atleti in determinati ruoli, condizione approssimativa e anche una sorta di paura, sono i fattori sui cui bisogna lavorare sodo per cercare di migliorare. Ma attenzione, per l’ennesima volta chiarisco che si tratta di semplici annotazioni, come è giusto fare in questa fase della stagione quando un pareggio o una sconfitta o una vittoria mancata non costituiscono un dramma, specie se si fa tesoro delle indicazioni che arrivano dal campo. E nel caso del Benevento anche prima del fatale match di coppa con il Monza ne erano arrivate pure quando si stravinceva nei match trentini. In maniera sintetica anche perchè si corre il rischio di essere ripetitivi ribadisco che avere equilibrio non significa pensare a non prendere gol ed essere coperti, come avvenuto all’Arena Garibaldi dove indubbiamente la fase difensiva è andata meglio, sia per demeriti degli avversari (di certo non di prima fascia) ed anche per l’assetto e le indicazioni date dal tecnico. Avere equilibri vuol dire anche saper imporre il proprio gioco o sviluppare una manovra offensiva.  Insomma il buon Inzaghi deve saper compensare perchè contro i toscani si è vista una squadra a tratti rinunciataria a dispetto di un potenziale nettamente superiore alla matricola di D’Angelo, senza forza e corsa. Se proprio vogliamo dirla tutta i pisani, tra l’altro, erano liberi nella mente ed i nostri, invece, sembravano un po’ bloccati. A mio modesto parere, anche se i “maestri di calcio” sostengono che i moduli sono solo una baggianata e che contano le prestazioni dei singoli in campo, sostengo che i calciatori rendono al meglio quando sono messi in condizione di farlo e nel caso specifico il 4-4-2 non sembra affatto l’abito adatto per questa rosa o meglio, diversi componenti della stessa. Non dimentichiamo che Vigorito e Foggia a giugno come scelta dell’organico, hanno tracciato la strada della continuità con tantissime riconferme, prendendo solo tre giocatori nuovi (il quarto è il portiere di riserva Manfredini), e ricordo a me stesso che questa rosa inizialmente costruita l’anno scorso per il 4-3-3, ha poi interpretato in maniera spesso sufficiente anche se non con rendimento continuo, ma non per proprie colpe (vedi Bucchi), prima il 3-5-2 e poi il 4-3-1-2. Ed a mio avviso è proprio quest’ultimo modulo che consentirebbe di avere il terzo centrocampista di corsa, da polmoni, fisico, e che metterebbe la strana coppia Schiattarella-Viola in condizione di rendere meglio, non essere in inferiorità numerica ed essere meno statica; le due punte Coda e Sau o eventualmente Armenteros non isolate ma servite meglio da un trequartista, in questo caso Insigne che ha nelle corde, nell’attuale rosa, a meno di altri arrivi, la velocità d’esecuzione e il dribbling stretto (l’anno scorso è stato il secondo miglior assist-men della serie B). Ma soprattutto, e chiudo, si avrebbe la difesa più protetta grazie ad un centrocampista messo in mezzo. Mi domando e lo faccio anche agli altri, che senso ha adattare il colombiano Tello, che pure è un capitale sul quale ha investito forte l’anno scorso Vigorito, sulla fascia, sapendo che non ha dribbling o tiro o cross, ma che invece ha nelle corde una dinamicità impressionante e senso del raddoppio che lo vedrebbero integrarsi bene con i più statici “Schiatta” e Viola. Ma questo è solo un esempio. Il buon Pippo si è dimostrato pronto, da uomo di calcio di successo, a essere elastico, a prendere indicazioni e in un anno in cui si gioca grosse chanches nella sua carriera di allenatore, non credo voglia arroccarsi su posizioni di principio e sicuramente in questa settimana farà tesoro di tutto. Ecco a tal proposito ribadisco quanto scritto nel titolo, sono giorni decisivi perchè bisogna decidere “bene” per svoltare verso la direzione auspicata da tutti, premesso che quel pari di Pisa muove la classifica e che fa brodo visto che siamo solo alla prima giornata. Se si vuole continuare così, invece, in questa ultima settimana di mercato bisogna prendere almeno un paio di esterni di ruolo di centrocampo e almeno uno difensivo e perchè no decidere di cedere anche qualche elemento non adatto al 4-4-2 anche per non ingolfare la rosa. Insomma c’è il tempo per fare tutto con l’invito a proseguire per la strada della coerenza, per non vanificare tutte le scelte fatte finora, come fatto nel caso di Montipò, altro investimento di questa estate che è stato giustamente tutelato nei giorni di burrasca e che proprio a Pisa ha dato una bella risposta che sicuramente consentirà di “riacquistarlo” moralmente per il futuro. Buon lavoro e buona riflessione dunque al patron Vigorito, al ds Foggia e a mister Inzaghi.