Il Benevento chiude il primo ciclo di campionato con una vittoria che pesa più dei tre punti: arriva contro una Carrarese ostica, dopo un viaggio in treno segnato da quattro ore di ritardo, e consegna alla squadra la seconda affermazione consecutiva in Serie B. A fine partita, il tecnico Antonio Floro Flores sottolinea il valore morale del risultato, la crescita del gruppo e il primo clean sheet stagionale.

La vittoria “sofferta” e il viaggio della speranza

Floro Flores non nasconde la fatica fisica e mentale accumulata: il trasferimento verso Carrara, previsto per le 19:00, si è concluso intorno alle 23:00 a causa di un ritardo ferroviario. Nonostante ciò, i giallorossi non hanno mai abbassato l’intensità e hanno portato a casa un successo costruito su sacrificio e compattezza. Il tecnico ha definito il trasferimento “il viaggio della speranza”, lodando la reazione dei ragazzi di fronte a un imprevisto che poteva pesare sulla prestazione.

“La strada è lunga, ci saranno tante difficoltà, ma volevamo questo risultato a tutti i costi per dare continuità a quello che era stato fatto col Verona”, ha esordito Floro Flores. “Averla portata a casa in questo modo, soffrendo anche perché a tratti abbiamo sofferto, è ancora più bella. I ragazzi non hanno mollato un centimetro, quindi sono veramente orgoglioso e fiero di questi ragazzi.”

Prisco protagonista: dal momento no al gol che vale la vittoria

Uno dei temi centrali della conferenza è stato il riscatto di Prisco, autore del gol decisivo. Dopo un periodo difficile il calciatore ha risposto in campo con una rete sofferta ma preziosa. Floro Flores ha parlato di “crescita” e di “qualità immensa”, ricordando come il giocatore abbia lavorato in silenzio senza mai lamentarsi. Unico neo, l’ammonizione per essersi tolto la maglia dopo il gol, ma il mister ha giustificato il gesto con l’emozione del momento.

“Ha vissuto settimane difficili, ma fa parte della sua crescita”, ha spiegato il tecnico sul conto di Prisco. “Quell’ingenuità che si era venuta a creare fa parte del percorso e sicuramente l’ha subita bene: ha lavorato in silenzio senza mai dire una parola, è stato criticato ma ha una qualità che comunque è immensa ed ero sicuro che alla lunga sarebbe venuta fuori. Sono contento per lui, ci ha portato una vittoria importante e ha fatto un bellissimo gol.”

Maita faro e la squadra dei “tanti capitani”

Altra nota positiva è venuta dall’adattamento di Maita a mezzala, ruolo che ha esaltato le sue qualità tecniche e la capacità di guidare la squadra. Floro Flores ha sottolineato come il capitano sia stato “il faro” della partita, trascinando i compagni con esempio e personalità. Ma il tecnico ha voluto allargare il concetto di leadership: in rosa ci sono “tanti capitani”, da Caldirola a Scognamillo, fino a Vannucchi in porta. L’obiettivo è creare un gruppo in cui tutti si sentano protagonisti, anche chi non scende in campo.

“Il mio lavoro è cercare di creare giocatori che sappiano fare più cose per come piace giocare a me”, ha detto Floro Flores. “Sono contento per Maita perché pure lui veniva da prestazioni un po’ difficili, oggi è stato il faro della squadra, si è trascinato i compagni, è il capitano e l’ha fatto nei migliori dei modi. Ma in questa squadra ho tanti capitani: gente come Caldirola, come Maita, Vannucchi,  Scognamillo, ce ne sono tanti. Poter fare qualcosa di importante bisogna avere più gente in squadra che sappia fare il leader, perché con uno è difficile: con 7-8 si può andare lontani.”

Il modulo? “Nessuna fissa, adatto la squadra alle partite”

Sul piano tattico, Floro Flores ha respinto l’idea di una svolta legata al 4-3-3 dopo la sconfitta di Ascoli. “Non guardo queste cose, onestamente”, ha detto, spiegando di aver sempre utilizzato anche il 4-2-3-1 e di essere pronto a valutare il 3-4-3 in futuro. La scelta del modulo dipende dai giocatori a disposizione e dalle caratteristiche dell’avversario: “Adatto i giocatori non a me, ma al loro modulo”. La flessibilità, per il tecnico, è una forza di questa rosa.

“A me piace giocare con entrambi i moduli. Ho sempre giocato col 4-3-3, magari in futuro andrà bene il 3-4-3 o il 4-2-3-1”, ha spiegato Floro Flores. “Devo conoscere i miei giocatori. Ho 22 giocatori in rosa,  ma è una cosa allenarli e un’ altra vederli in partita, sono totalmente due cose diverse. Adesso che ho iniziato a vedere le partite, probabilmente riesco a conoscere quel giocatore come si muove e come sta in campo. E piano piano adatto i giocatori non a me, ma al loro modulo. Questa squadra ha la possibilità di poter adottare più soluzioni.”

Clean sheet e fiducia nel portiere

Primo clean sheet stagionale per il Benevento, ottenuto grazie anche a una parata decisiva Vannucchi nel finale. Flores ha lodato il giovane portiere, definendolo “uno dei migliori” e ribadendo di avere “tutta la fiducia” in lui. Il mister ha ricordato di aver chiesto alla squadra non solo di fare gol, ma anche di “aiutare il portiere”, evidenziando come la difesa sia un lavoro collettivo.

“Sono contento. Mi sono raccomandato di ai ragazzi tutta la settimana”, ha detto Floro Flores sul clean sheet. “Prima della partita ho detto: ‘Dobbiamo fare gol ma è anche bello poter aiutare il nostro portiere che oggi è stato veramente uno dei migliori, ha fatto una parata incredibile’. 

Verso la sosta: “Classifica che sorride, ma la strada è lunga”

Con questa vittoria, il Benevento affronta la sosta per le Nazionali con maggiore serenità e una classifica che “inizia a sorridere”. Floro Flores, però, invita alla prudenza: “La strada è lunga, ci saranno tante difficoltà”. L’obiettivo è dare continuità a quanto fatto contro il Verona, migliorando ancora in fase offensiva e mantenendo alta la concentrazione.

“Il mio Benevento è ancora lontano per quello che piace a me, ma attraverso le difficoltà si cresce”, ha concluso. “Mi piace la manovra più fluida, però, ripeto, il campo oggi non era quello che ti poteva aiutare. A tratti, quando palleggiavamo qualcosa in merito alla fluidità di manovra si è visto. Dobbiamo essere più cattivi sotto porta perché potevamo chiudere la partita”.